Coronavirus, altro contagio: positivo al virus un 40enne che lavora a Cesano Boscone

L'uomo è ricoverato all'ospedale di Torino. Il sindaco di Cesano: "Virus contratto a lavoro"

Foto repertorio TorinoToday

Altro caso di Coronavirus. Un uomo di 40 anni, residente a Torino, è risultato positivo al test sabato sera dopo essere stato ricoverato all'ospedale Amedeo di Savoia di Torino. Il paziente, che accusa lieve febbre e leggero malessere da giovedì scorso, è monitorato costantemente ed è in buono stato di salute. 

La famiglia del 40enne - moglie e due bambini - è stata posta in quarantena e sotto osservazione sono anche i primi medici che lo hanno visitato. Il caso è stato confermato dal governatore del Piemonte Alberto Cirio che ha riferito di altri 15 persone in Piemonte sottoposte ad accertamenti. Tuttavia, il presidente ha voluto tranquillizzare gli animi: "La situazione è sicuramente seria ma è sotto controllo.  Stiamo lavorando sodo e tutto è gestito con grande professionalità".

Il paziente, stando a quanto appreso, avrebbe contratto il virus da un collega di lavoro "assimilabile" al "focolaio di Codogno", che a partire dal paziente 1 - un 38enne ricoverato da venerdì in terapia intensiva - ha già contagiato 47 persone in Lombardia e fatto una vittima, una signora di 77 anni morta a Casalpusterlengo.

Sempre nella giornata di sabato sono arrivati anche i primi due casi milanesi: un anziano di Sesto, ricoverato al San Raffaele, e un uomo di Mediglia, che si trova al San Matteo

Coronavirus, contagiato operaio di Cesano 

"Purtroppo ho verificato che la notizia riportata nel tardo pomeriggio rispetto a un caso di persona infettata da Coronavirus sul territorio corrisponde a realtà", ha informato il sindaco di Cesano, Simone Negri.

"Si tratta di un residente in Piemonte che collabora con un’azienda locale e trascorre a Cesano mediamente due giorni alla settimana. Stando a quanto ho potuto accertare, parlando anche con suoi colleghi, si tratta di una persona che non ha particolari rapporti con il territorio - ad eccezione del contesto lavorativo - e che avrebbe contratto il virus da un altro dipendente non cesanese legato al focolaio di Codogno. L’azienda, quindi, sarebbe stata il luogo della trasmissione. Al momento tutti i lavoratori - di cui solo uno residente a Cesano - sono stati sottoposti alle misure di primo livello della profilassi e l’Ats è impegnata a ricostruire tutta la filiera dei rapporti delle persone interessate che saranno oggetto nelle prossime ore degli accertamenti del caso".

"La persona infetta è in buone condizioni all’ospedale di Torino e non risultano al momento particolari problemi rispetto alle persone con cui è venuto in contatto nell’azienda cesanese - ha sottolineato il primo cittadino -. Sono comunque tutte in osservazione e non ci dovrebbero essere rischi di ulteriori contagi. Nell’attesa delle determinazioni del Governo - è in corso in queste ore un consiglio dei ministri - e della regia regionale, ho deciso in via precauzionale di sospendere le iniziative pubbliche previste per domani mattina".

Da trovare il vero paziente zero

Hanno dato tutti esito negatico invece gli approfondimenti sul presunto paziente zero, un manager 40enne tornato dalla Cina il 21 gennaio che si è incontrato almeno tre volte col "paziente 1", il 38enne di Codogno che venerdì è stato trasferito nel reparto di terapia intensiva del San Matteo di Pavia. 

I tamponi su di lui hanno dato esito negativo, e lo stesso risultato è arrivato dagli esami del sangue con cui i medici avevano cercato tracce di anticorpi che avrebbero dimostrato che aveva avuto, e sconfitto, il virus. "Suo cognato è risultato positivo - aveva evidenziato Gallera - e non ha avuto contatti con altri potenziali contagiati, quindi resta probabile che il paziente zero sia il manager, ma non escludiamo altre possibilità e siamo ancora investigando". 

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Sabato sera, invece, il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, ha annunciato che il manager non è il paziente zero. "Dai test effettuati – ha annunciato – è emerso che non ha sviluppato gli anticorpi. Il paziente zero non ha sviluppato gli anticorpi, non è lui. Va cercato. Questo cambia tutto il quadro". 

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