"Lotto" marzo delle donne di Milano: tutte in strada per diritti e libertà perché "io sono mia"

Le donne scendono in strada nel giorno a loro dedicato e rivendicano i loro diritti. Le foto

Una foto dal corteo - Foto © Elena Veniani

Non l'otto marzo, ma "lotto" marzo. È stata una festa della donna di orgoglio e protesta quella delle donne di Milano, che giovedì mattina si sono ritrovate in strada per rivendicare i loro diritti e dire no alle "violenze di genere". 

Il corteo - che ha unito ragazze, molte giovanissime, e studenti dei collettivi - è partito verso le 9.30 da piazza Cairoli e ha attraversato il centro città fino ad arrivare ai giardini della Guastalla. 

I manifestanti, guidati dallo striscione "Equal rights are not special rights", hanno sfilato intonando cori contro il fascismo, contro la Lega e hanno mostrato diversi cartelli contro ogni tipo di discriminazione. 

In corso Monforte alcuni giovani hanno lanciato delle uova piene di vernice rosa e alcuni fumogeni in direzione della Prefettura e contro banche e negozi che vendono pellicce. Dal "serpentone" si sono poi levati corti contro la "mercificazione dei corpi" e contro i messaggi "pro-anoressia" di alcune catene di moda. 

All'ingresso del Tribunale - che era chiuso - c'è poi stato un blitz simbolico degli studenti e delle ragazze che hanno posizionato un manifesto con la scritta "fuori i preti dalle nostre mutande, fuori la Chiesa dalle nostre scuole".

Sotto il palazzo dell'informazione di piazza Cavour, invece, sono stati portati due sacchi di immondizia pieni di cartacce, buttate a terra. "Segnaliamo i luoghi di massima espressione del patriarcato, del sessismo strutturale che vorrebbe permeare le nostre vite - hanno spiegato i manifestanti -. A loro rispondiamo: «Forte e chiaro del mio corpo decido io, della mia vita decido io»". 

Corteo delle donne per l'8 marzo - Foto Cantiere 4

Tante le frasi, anche forti, scelte dalle donne per far capire che ai loro diritti, alla loro libertà di scelta, ci tengono eccome. "Catholic e feminist, non un ossimoro", si leggeva su un poster blu mostrato da una ragazza. E ancora, "Se l'aborto è un omicidio, un pomp... è cannibalismo": una delle frasi più usate, accanto agli slogan "Woman respect" e "Io sono mia".

Una ragazzina, studentessa, ha invece percorso tutto il corteo lasciando un foglio bianco sul suo zaino con la scritta: "Immaginate se gli uomini fossero disgustati dal ciclo come dallo stupro". 

"Siamo tutte antifasciste": il corteo a Milano | Video

"Scenderemo di nuovo in piazza - avevano annunciato - per ribadire ancora una volta la nostra posizione contro la violenza di genere e la dilagante ignoranza di questa società sessista, che ci viene imposta già tra i banchi di scuola". 

"Se la società continua a stigmatizzare il corpo e la figura della donna, mentre elogia la forza come virtù dell'uomo, la situazione non cambierà mai - avevano accusato -. Da un lato la donna e la libertà sessuale sono ancora oggetto di giudizio morale, dall'altro il corpo delle donna viene strumentalizzato e sfruttato a fini commerciali e iconizzato come oggetto sessuale a completa disposizione dell'uomo".

Corteo festa della donna - Foto Sergey Bykov 1

L'emancipazione della donna - avevano rivendicato - ci ha portato ad avere autonomia e consapevolezza di noi e del nostro corpo e per questa ragione non accettiamo che le scelte sul nostro corpo dipendano dal numero di obiettori in consultori ed ospedali, non accettiamo che la nostra identità di genere sia imposta dalla società in cui viviamo, non accettiamo che i nostri corpi vengano strumentalizzati da pubblicità, mass media e visti come oggetto di dominio maschile, non accettiamo un’istruzione superficiale e strumentale al volere dei soliti pochi" e, infine, "non accettiamo che il nostro modo di vestire e la nostra attitudine vengano ancora colpevolizzati dopo una violenza". 

"Vogliamo - avevano concluso le donne - poter avere la consapevolezza e la libertà per fare qualsiasi tipo di scelta, sessuale, fisica, scolastica e lavorativa senza rientrare in un modello ideale che non ci appartiene". 

E per questo giovedì hanno trasformato l'otto marzo in "lotto" marzo. 

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