"Festa nel bar a Pioltello per l'attentato Isis": giornalisti di Mediaset a processo per la bufala

Dopo la bufala, il bar di Pioltello era stato danneggiato da un rogo. Ecco chi va a processo

La strage di Manchester e il locale danneggiato

Avevano dato credito a un post scritto da un cittadino su Facebook. Così, telecamere e microfoni in mano erano andati sul posto per raccontare quella storia, falsa, lasciando tanto spazio alle parole di diversi "testimoni". Poi, proprio dopo quei servizi, erano arrivate le fiamme a punire un uomo che, in realtà, non aveva nessuna colpa

Il pm Giovanni Polizzi, come raccontato da Sandro De Riccardis su Repubblica, ha notificato l'atto di conclusione dell'indagine - che solitamente precede il rinvio a giudizio - a Carmelo Abbate, giornalista Mediaset, Francesco De Luca, suo collega di Pomeriggio Cinque, Francesco Vecchi, conduttore della trasmissione, Sandro Damiano, il cittadino da cui si era originato il corto circuito mediatico, e Rosanna Ragusa, responsabile della testata Videonews. 

I primi quattro sono accusati di diffamazione aggravata per "avere - Abbate e Damiano in concorso con i due di Pomeriggio Cinque - offeso la reputazione del Lounge bar Marrakech, riferendo falsamente" dei presunti festeggiamenti nella notte dell’attentato di Manchester. La Ragusa, invece, deve rispondere di "omesso controllo" per il suo ruolo di coordinamento e direzione. 

Tutto è infatti iniziato il 22 maggio sera, quando un kamikaze di origine islamica si era fatto esplodere alla Manchester Arena durante il concerto di Ariana Grande provocando ventidue morti. Poco dopo, Sandro Damiano - stando alla ricostruzione degli investigatori - aveva scritto un post su Facebook raccontando che proprio al bar Marrakech di Pioltello, frequentato solitamente da cittadini arabi, erano andati in scena festeggiamenti per quella strage. 

La sera successiva, dopo collegamenti in diretta e servizi dal bar, qualcuno aveva appiccato un incendio proprio fuori dal locale, danneggiando la saracinesca. In poche ore, però, i carabinieri avevano accertato che la sera del 22 maggio al Marrakech bar non era accaduto assolutamente nulla di quanto raccontato da Pomeriggio Cinque. 

Scrive De Riccardis

I carabinieri acquisiscono le immagini delle telecamere dell’impianto di videosorveglianza del bar e non vedono festeggiare nessuno degli avventori. In più, notano che la televisione all’interno è costantemente sintonizzata su un’emittente di videoclip musicali. Soprattutto, al momento della strage di Manchester, le 23.33 ora italiana, il bar è già chiuso, con le saracinesche abbassate da ventitré minuti.

Così, quindi, una bufala scritta su Facebook da un cittadino è diventata una notizia, con tutte le conseguenze del caso. E per questo, ora, proprio quel cittadino e quei giornalisti finiranno alla sbarra. 

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