Ragazza respinta per il diabete, arrivano le scuse dall'Old Fashion

Il locale, dopo alcuni battibecchi, si scusa con la ragazza e con tutti coloro che si sono sentiti offesi: "Faremo un'iniziativa pubblica di sensibilizzazione"

L'Old Fashion (foto da Fb)

Alla fine Roberto Cominardi, gestore dell'Old Fashion, ha fatto marcia indietro e ora è pronto ad organizzare nel suo locale iniziative di informazione sul diabete. Tutto è nato dal caso di una ragazza che si era vista respingere l'ingresso in discoteca da un operatore della security perché aveva intenzione di portare, all'interno, nella borsetta alcune bustine di zucchero e un succo di frutta.

La giovane aveva poi reso noto l'episodio ritenendo di essere stata trattata in modo ingiusto. In particolare, l'addetto alla sicurezza le avrebbe detto che, se avesse avuto bisogno di zucchero e succo di frutta, all'interno della discoteca avrebbe potuto trovarne a volontà. A nulla era valso, per la giovane, dimostrare il suo stato di salute (diabete di tipo 1) con un tesserino e affermare che - in caso di improvvisa ipoglicemia - lo zucchero non soltanto è un salvavita, ma occorre assumerlo il più in fretta possibile. E un locale affollato (se ci si sente deboli e in ipoglicemia) non è esattamente il luogo più adatto per essere, magari, attraversato da un capo all'alto per raggiungere il bar e aspettare la bustina e/o il succo.

Particolarmente brutali i modi che, secondo la giovane, aveva avuto l'addetto alla sicurezza. Che, secondo il racconto di lei, avrebbe negato l'ingresso con bustine di zucchero «perché non servono» e alla fine avrebbe anche commentato in modo stizzito che poteva «starsene a casa» se aveva il problema di assumere repentinamente qualcosa. 

Il gestore della discoteca, sulle prime, aveva reagito affermando che si tratta unicamente di «un problema di sicurezza», al riguardo della bottiglietta di succo di frutto, spiegando che non è possibile verificare su due piedi il contenuto di ogni bottiglia che viene trasportata dai clienti; e aveva anche messo in dubbio che il motivo dell'allontanamento fosse realmente qualche bustina di zucchero.

Al gestore del locale aveva voluto rispondere (tra i tanti) anche un esperto in materia, Lorenzo Piemonti, diabetologo dell'ospedale San Raffaele, per spiegare che i malati affetti da diabete di tipo 1 devono costantemente regolare gli zuccheri nel sangue utilizzando due rimedi: l'insulina per abbassarli, lo zucchero per alzarli. A seconda delle necessità. Non è dunque vero che "basta il farmaco". E' una funzione del pancreas, automatica per chi non è affetto da diabete mentre chi ne è affetto deve compierla di sua iniziativa. Di conseguenza, lo zucchero in bustine e il succo di frutta sono, effettivamente, "salvavita" a tutti gli effetti.

Diabete, le scuse dell'Old Fashion

Infine, come si diceva, il gestore Roberto Cominardi ha chiesto definitivamente scusa a tutti (in primis alla ragazza respinta, con cui l'ha fatto anche privatamente), dichiarandosi pentito per le «prime esternazioni, dichiarazioni rilasciate di fretta» e poco dopo ritrattate ma che nel frattempo avevano innescato «un vortice che mi ha spinto ad arroccarmi in un'ottusa posizione difensiva con post discutibili».

Cominardi ha anche espresso l'intenzione di organizzare «qualcosa che trasformi un brutto episodio in un qualcosa di positivo e costruttivo», una iniziativa pubblica sul diabete, di cui tra l'altro il 14 novembre ricorre la Giornata Mondiale. La prima iniziativa pare già decisa: un kit salvavita all'ingresso per chi è malato di diabete, con succo e zucchero, da consegnare a chi mostra il tesserino che comprova la sua malattia. E nel rispetto del divieto generale di far entrare liquidi o polveri, per motivi legati al rischio terrorismo.

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