Muggiano sotto shock per il prete che faceva sesso con un minorenne

La comunità di Muggiano non parla d'altro sui social network. Il parroco è stato sospeso dalla diocesi

La chiesa di Muggiano (Panoramio)

Non si parla d'altro, nel piccolo quartiere di Muggiano, all'estrema periferia sud-ovest di Milano, che non sembra nemmeno Milano, troppo vicino alle campagne: separato fisicamente da Baggio, c'è di mezzo la tangenziale, un reticolo di case relativamente nuove, una chiesa. 

La chiesa, appunto: Santa Marcellina, dove era parroco - fino a giovedì 24 marzo - don Alberto Paolo Lesmo, originario di Brugherio ma ormai da tanti anni nel capoluogo meneghino. Parroco e anche decano di Baggio; guidava quindi la sua comunità direttamente e poi, indirettamente, le altre chiese del quadrante sud-ovest. Un punto di riferimento da molti anni.

Terribile l'accusa per don Lesmo: prostituzione minorile. Avrebbe pagato un ragazzo di poco sotto i 18 anni per fare sesso con lui. Ed è come un fulmine per la gente che abita qui e lo conosceva bene. Sui social network, dove ormai vi sono gruppi propaggine dei quartieri "fisici", ci si scambiano idee e valutazioni, tra vecchi e nuovi abitanti del borgo. C'è chi giura d'aver notato un «atteggiamento da piacione», chi cade dalle nuvole ed è sconvolto: «Non lo avrei mai detto, ha battezzato anche mio figlio».

Difficile, del resto, nel comportamento quotidiano d'un sacerdote vedere cose che si devono nascondere, se ci sono, se si verificheranno le responsabilità, perché il processo deve ancora iniziare e per la giustizia si è innocenti fino al giudizio. Molte le parole di condanna senz'appello, da parte dei parrocchiani. Dall'orrore per l'idea di un reato del genere alla sottolineatura che aveva anche «un ruolo per la comunità», «una responsabilità morale che ha tradito nel modo più orribile»: portatore di un esempio integerrimo, o così ci si aspetterebbe.

Non mancano, però, quelli che non credono (o non vogliono credere) a quanto emerso. «Lo conosco e non credo a tutto il castello che gli viene montato intorno», scrive un abitante di Muggiano. E infine coloro che cercano di perdonarlo, non ciò che ha fatto ma l'uomo, il prete. «Noi non siamo nessuno per giudicarlo, sarà la sua coscienza e forse Dio a puntare il dito. Mi spiace moltissimo», scrive una ragazza. Ed un'altra, senza per questo giustificarlo, ricorda che «per la comunità don Alberto è sempre stato un bravo parroco, attento all'oratorio e alla comunità».

In via Arcivescovado, il cardinale Angelo Scola - nel prendere il provvedimento di sospensione - si è detto sconcertato, e ha chiesto preghiere per il sacerdote. In attesa che la giustizia ordinaria e quella canonica facciano il loro corso.

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Commenti (2)

  • Mi domando: un prete è inserito in una comunità di cui conosce tutto, però anche lui ha dei superiori, un confessore ai quali apre la sua anima: può darsi che i suoi superiori, i suoi amici preti e soprattutto il suo confessore non si siano accorti di niente? Un dubbio: che cosa ci stanno a fare i confessori, i padri spirituali? Non ditemi che il confessore è tenuto al segreto ... perché in qualche modo potrebbe avvertire il suo Vescovo ... APPELLO AI PRETI: continuate ad annunciare il Vangelo di Gesù, ma soprattutto vivetelo!

  • "Sesso con minorenne | Prete sospeso a Muggiano | Reazioni dei parrocchiani „perché il processo deve ancora iniziare “ Potrebbe interessarti: http://www.milanotoday.it/cronaca/don-alberto-lesmo-sesso-minorenne-muggiano.html "perché il processo deve ancora iniziare". Ecco, appunto, allora prima di sbattere nome e cognome su un giornale... come rovinare per sempre una persona anche se fosse innocente. C'è una cosa che si chiama "deontologia professionale", anche per i giornalisti.

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