Piazza all'ex parroco, tutto il paese (e i partiti) contro il "no" del prefetto

Non sono passati dieci anni dalla morte e la prefettura non ha concesso la deroga. Ma a Cassina de' Pecchi tutti vogliono intitolare la piazza della chiesa all'ex parroco per 32 anni

Monsignor Bruno Magnani (Foto dal sito della Diocesi di Milano)

Destra e sinistra si uniscono per onorare un parroco deceduto meno di dieci anni fa con l'intitolazione di una strada: succede a Cassina de' Pecchi, hinterland di Milano, dove monsignor Bruno Magnani era molto amato. Sacerdote per 64 anni, ha vissuto a Cassina 46 anni e, per 32 di questi, è stato parroco.

Originario di Truccazzano, dov'era nato nel 1926, don Bruno è morto nel 2016, a 90 anni. La legge nazionale è ferrea e prevede che trascorrano dieci anni dalla morte di qualcuno perché gli si possa dedicare una via o una piazza. La regola è dettata dall'esigenza di non intitolare strade sull'onda dell'emotività, ma dopo una riflessione sull'effettiva rilevanza della persona deceduta.

Una regola che ammette deroghe, visto che in alcuni casi la rilevanza è fuori da ogni dubbio: la possibilità di derogare è del prefetto, che però, nel caso di don Bruno Magnani, non ha accolto la richiesta del Comune di Cassina de' Pecchi di intitolargli la piazza della chiesa, oggi dedicata ai Donatori di Sangue.

Il diniego a Cassina non se l'aspettava nessuno. Non la giunta, che aveva già fatto preparare i cartelli, e non i cittadini, che hanno amato tantissimo questo sacerdote. La deroga, tuttavia, viene solitamente concessa soltanto se la persona è "rilevante" a livello nazionale, e non era il caso di monsignor Magnani, strettamente legato alla comunità locale. 

Ora probabilmente gli spazi di manovra sono limitati, ma tutti i consiglieri comunali (di maggioranza e di opposizione) sono pronti a votare una mozione condivisa per chiedere alla prefettura di Milano di ripensarci. 

Monsignor Magnani, ordinato sacerdote nel Duomo di Milano nel 1952, aveva iniziato come vicario a Vanzaghello, poi era stato parroco a Camporicco (frazione di Cassina) e infine nella chiesa di Santa Maria Ausiliatrice. Nel 2003 era stato nominato Cappellano di Sua Santità, un titolo onorario che, per i sacerdoti non in servizio nella Santa Sede, è concesso dal Papa su richiesta del vescovo della Diocesi d'appartenenza.

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