Donna sequestrata, picchiata e violentata per tutta la notte: arrestato lo stupratore seriale

La violenza in una casa in zona Arco della Pace. L'uomo è sospettato di almeno altri tre casi

Si era presentato da lei come un normale cliente. Avevano parlato, lui si era anche confidato con lei. Poi, in pieno rispetto del suo atroce copione, l'aveva spinta con forza in un lungo incubo fatto di violenza e dolore. E quel copione, hanno accertato adesso le indagini, lo aveva già messo in scena prima e lo avrebbe messo in scena dopo. 

Un uomo di ventinove anni, un ragazzo italiano di Lodi con precedenti per droga, è stato arrestato mercoledì dai carabinieri della compagnia Duomo, guidati dal capitano Matteo Martellucci, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per rapina, sequestro di persona e violenza sessuale aggravata nei confronti di una donna di settanta anni. 

L'appuntamento all'Arco della Pace

L'orrore era avvenuto in un'abitazione in zona Arco della Pace nella notte tra il 2 e il 3 novembre. L'allarme era scattato quando - verso le nove del mattino - la 70enne aveva chiesto aiuto ai militari confessando quello che era stata costretta a subire. La vittima aveva spiegato agli uomini del nucleo operativo, guidati dal capitano Alessandro Governale, che verso le dieci della sera prima aveva aperto la porta di casa sua a un giovane che aveva risposto a un annuncio che lei stessa aveva pubblicato su un sito di incontri. 

I due avevano pattuito una cifra per il rapporto sessuale - soldi che lui avrebbe dovuto dare a lei - e poi si erano spostati nella stanza da letto. Lì, sempre secondo la denuncia della donna, lui avrebbe avuto un atteggiamento "normale", parlandole con tranquillità e raccontandole anche alcuni suoi "segreti". Poco dopo, però, l'uomo avrebbe iniziato a fare uso di cocaina e in un attimo si sarebbe trasformato in un mostro. 

La violenza sessuale e il sequestro

L'aggressore avrebbe quindi chiuso a chiave la porta, avrebbe serrato le tapparelle e avrebbe tolto alla vittima i suoi tre cellulari. A quel punto, colpendola con schiaffi e pugni e minacciandola con un coltello, che si era portato da casa, l'avrebbe più volte violentata durante la notte. 

L'incubo della 70enne - stando al suo racconto, che è stato confermato dalle indagini - era finito soltanto undici ore dopo, alle nove del mattino, quando l'uomo era uscito di casa ed era andato via portando con sé i tre telefoni della signora e 500 euro in contanti. 

Senza saperlo, però, il violentatore aveva lasciato dietro di sé un indizio inequivocabile. La vittima, infatti, aveva appuntato su un'agenda il numero di cellulare del cliente: così i militari sono riusciti a risalire alla sua identità, poi confermata anche da quei "segreti" che l'uomo aveva confessato alla donna e sui quali gli investigatori hanno trovato riscontri certi. 

La scia di stupri

Le manette per lui sono scattate mercoledì, quando i carabinieri lo hanno localizzato nel Lodigiano. Prima che i militari potessero arrestarlo, a fermarlo ci hanno pensato gli agenti della Squadra Mobile di Lodi che lo hanno bloccato per una tentata violenza sessuale su una prostituta colombiana di poche ore prima. 

Anche in quel caso, il 29enne - che non ha un lavoro e vive da solo proprio a Lodi - aveva risposto a un annuncio online e poi aveva cercato di stuprare la vittima minacciandola con un coltello. E quella, stando a quanto riferito dai militari meneghini, non era la prima volta. 

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Una settimana prima, infatti, sarebbe stato sempre lui - con lo stesso modus operandi - a violentare una prostituta romena in provincia di Cremona e sarebbe stato sempre lui, nel maggio scorso, a tentare di stuprare una donna di mezza età nel lodigiano. A inizio novembre, poi, la sua scia di terrore si era spinta fino a Milano.

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