Scoperto deposito di droga dietro la Bocconi: trovati 2 quintali di erba e fumo e 80mila euro

In manette un 40enne italiano. In un suo box di via Altaguardia trovati oltre 195 chili di droga

Droga e soldi sequestrati dai carabinieri 3

La sua auto era perfettamente "pulita". Né un grammo di droga, né nulla di illegale all'interno. Eppure, ai militari sono bastati un odore sospetto e un mazzo di chiavi per incastrarlo. 

Un uomo di quaranta anni - milanese con precedenti per droga - è stato arrestato lunedì sera dai carabinieri del nucleo Radiomobile con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. 

Le strade del quarantenne e degli investigatori si sono incrociate verso le 20 in via Altaguardia, dove i militari hanno visto l'uomo uscire da un box per poi allontanarsi a bordo di una Fiat Panda. Fermata l'auto, i carabinieri sono stati immediatamente attirati da un incredibile odore di marijuana e da un mazzo di chiavi lasciato sul sedile. Quelle chiavi hanno portato gli uomini dell'Arma direttamente al box dal quale era uscito l'arrestato. 

Il garage - proprio dietro l'università Bocconi - si è rivelato un vero e proprio deposito di droga: dentro i carabinieri hanno trovato oltre 155 chili di hashish, 250 grammi di "fumo" liquido, 40 chili di marijuana, 40 grammi di cocaina, 40 grammi di ecstasy, una serra di marijuana artigianale ma ben strutturata e tutto il materiale per il confezionamento.

Non solo droga, però. Perché nel box i militari hanno scoperto anche quasi 80mila euro in contanti, che loro stessi hanno repertato e poi consegnato personalmente alla Banca d'Italia. 

Il quarantenne - per cui si sono aperte le porte del carcere di San Vittore - non è un nome nuovo nel mondo dello spaccio, anzi. Nel 2009, quasi dieci anni fa ormai, era finito in manette in provincia di Genova insieme ad altre sette persone, tra cui un poliziotto della Questura ligure.

La banda, ognuno con i propri ruoli, era riuscita a far arrivare un quintale e mezzo di hashish dal Marocco, attraverso la Spagna. Quando i carabinieri li avevano fermati, in un paesino della provincia genovese, gli otto stavano scaricando il tir pieno di "fumo".

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