Kalashnikov e 24 kg di droga e olio di hashish: il 'tesoro' delle case bianche di viale Testi

E' considerato il regno di famiglie di un certo peso nella criminalità: Braidic e Hudorovic

Il blitz

Un chilometro e ottocento metri in direzione nord, tutti dritti lungo viale Fulvio Testi. E' la distanza che separa la Stazione dei carabinieri Milano Greco dal primo ingresso del 'Palazzone' Aler al confine con Sesto San Giovanni. Uno spazio che gli uomini comandati da Raffaele Vitale sono abituati a percorre ogni giorno per fare prevenzione ma anche alla ricerca di segnali, di indizi su quello che accade nel fortino. Il popoloso complesso di edifici - noto alle cronache anche come le "case bianche" di Testi, che poi bianche non sono - è infatti considerato il regno di famiglie di un certo peso nella criminalità locale: i Braidic e gli Hudorovic su tutti. 

Per questo ogni volta che la presenza delle divise si fa più massiccia, e si scava oltre, vengono a galla reati di vario genere: occupazioni abusive, droga, armi e refurtive ricettate. Non poteva fare eccezione il blitz che mercoledì mattina i militari hanno portato a fondo.

Il ritrovamento di un kalashnikov e oltre 24 kg di droga

Tra le carcasse d'auto cannibalizzate sono saltati fuori un kalashnikov con sessanta munizioni, una pistola Berretta e un revolver con più di un centinaio di proiettili. Armi avvolte nella carta stagnola, perfettamente oleate e pronte a sparare. Oltre ai "ferri", i militari arrivati anche con i cani antidroga hanno pescato ventidue chili e mezzo di hashish, duecento grammi di cocaina e un chilo e mezzo di marijuana. C'era anche il sempre più diffuso olio di hashish.

Per sette ore consecutive hanno messo a soqquadro ciascuno dei duecento box già in passato sigillati dal personale Aler proprio perché continuo teatro di reati. La ricerca era mirata perché in tanti avevano segnalato "anomalie" agli investigatori. Questo perché la maggior parte delle oltre duecento famiglie che popolano il condominio sono persone per bene e da anni sognano di vivere in un ambiente bonificato da quelli che nel tempo si sono imposti con prepotenza come 'i padronetti'.

Video: il blitz dei Carabinieri nel covo criminale 

Ipotesi rapine a portavalori e gli spari in corso Como

Ora le indagini, ha spiegato anche Silvio Maria Ponzio, comandante della Compagnia Carabinieri Milano Monforte, proseguono per capire a chi appartenesse il materiale sequestrato. La droga da un lato ma anche e soprattutto le armi.  La presenza del kalashnikov e il ritrovamento di una divisa completa di un istituto di vigilanza privato fanno ipotizzare che gli uomini forti del 'Palazzone' stessero pianificando  - o avessero magari già eseguito - un colpo grosso. Magari l'assalto ad un portavalori. Le analisi balistiche daranno qualche indizio in più.

Quelle di piccolo calibro sono risultate rubate a Milano e in Piemonte. Le analisi balistiche daranno modo di scoprire se sono state usate di recente. I 'padronetti' ne sono capaci - vedi l'arresto del trentasettenne Christian Braidic, boss del fortino che nei mesi scorsi si era messo a sparare in corso Como – perché tra quelle mura, il loro regno, si sentono al sicuro.
 

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