Uomini uccisi, donne e bambini violentati: ergastolo per il seviziatore dei profughi

Il 22enne è stato condannato in primo grado: ergastolo e tre anni di isolamento diurno

Osman Matammud

È stato condannato all'ergastolo e all'isolamento diurno di tre anni Osman Matammud, il somalo arrestato a Milano dopo essere stato riconosciuto da alcune delle sue vittime in Libia. L'uomo era stato il 'carceriere' di un campo di raccolta profughi a Bani Walid, in Libia. La sentenza è stata emessa martedì 10 ottobre e i giudici della prima Corte d'Assise di Milano hanno accolto la richiesta della pubblica accusa.

Il 22enne, conosciuto dai connazionali come “Ismail”, era stato arrestato nel settembre del 2016: si era ritrovato nel centro di accoglienza accanto alla Stazione Centrale di Milano con alcune delle sue vittime. "Spero nel cielo, sono innocente, non ho commesso nessun reato" sono state le sue parole, raccolte dall'avvocato Gianni Rossi che ha fatto sapere che ricorrerà in appello.

Video | il seviziatore circondato in strada dalle sue vittime 

Foto video arresto seviziatore profughi-3

Processo al torturatore di profughi: i racconti

"Ci legava i piedi con il fil di ferro e ci teneva a testa in giù — aveva raccontato il giorno della prima udienza una delle sue vittime, che lo ha riconosciuto —. E se urlavi, ti metteva la sabbia in bocca". 

Ismai — aveva spiegato ancora il teste — era "armato di fucili, coltelli, pistola e bastoni" e picchiava "chi non aveva ancora pagato" per imbarcarsi. Un seviziatore di professione, Ismail, tanto che nel campo di Bani Walid — aveva spiegato ancora il testimone — era stata allestita una vera e propria stanza delle torture dove “mi legava, mi sottoponeva a scariche elettriche finché non svenivo. Quando aveva voglia iniziava a picchiarmi finché non si stancava. Oltre a me nella stanza venivano portate altre persone che uscivano piene di terra e di polvere, sanguinanti e in lacrime”. 

Ma il “trattamento” riservato a uomini e donne era diverso. I primi — aveva raccontato ancora la vittima — venivano picchiati e bastonati, mentre alle ragazze — e secondo i pm, anche alle minorenni — spettavano violenze e stupri

L'arresto a Milano in via Sammartini

Sono state proprio due donne il 23 settembre 2016 a riconoscere Matammud nell’hub di via Sammartini. Con l’aiuto di alcuni connazionali lo hanno circondato e consegnato agli agenti della polizia locale, che scavando nel suo passato hanno portato alla luce l’orrore e le accuse di chi ci aveva avuto a che fare in passato. 

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Dopo l'arresto, invece, Ismail aveva respinto ogni accuse. “Hanno inventato tutto — aveva detto — per una guerra tra clan”.

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