Terrorismo, espulso l'imam "predicatore di odio": "Pericoloso per la sicurezza nazionale"

Idris Idrizovic, kosovaro di 39 anni, è stato espulso. Nel suo passato Milano e Cinisello

L'imam espulso

Idriz Idrizovic, cittadino kosovaro di trentanove anni ed imam itinerante in tutta la Lombardia, è stato espulso martedì dall'Italia per "ragioni di sicurezza nazionale". A portare a termine l'espulsione sono stati i carabinieri del comando provinciale di Lecco, che hanno dato esecuzione a un decreto firmato dal ministro dell'Interno, Marco Minniti. 

Il trentanovenne, residente a Olgiate - nel Lecchese - insieme alla moglie a cinque figli - è stato riconosciuto come una sorta di predicatore di odio in costante contatto con altri imam dalle posizioni integraliste e ultraradicali. I militari del Ros hanno infatti ricostruito continui rapporti tra Idrizovic e Idriz Bilibani - kosovaro  arrestato il 17 settembre 2014 dalla Polizia kosovara poiché coinvolto in attività terroristiche - e Husein Bosnic, predicatore ed ex appartenente alla brigata “Al Mujahid” presente in Bosnia durante il conflitto balcanico di fine anni ’90 e finito in manette il 3 settembre 2014 nel corso di un’operazione antiterrorismo poiché ritenuto parte di un’organizzazione impegnata nel reclutamento di combattenti da inviare verso i teatri di guerra siriano ed iracheno.

L’indagine ha consentito di accertare come lo stesso Idrizovic portasse avanti un'attività di proselitismo e che anche lui fosse convinto della necessità della "jihad". A dicembre del 2016, il predicatore - hanno chiarito gli investigatori - era andato in Germania dove aveva frequentato centri islamici e moschee tanto da guadagnare il posto da imam di un centro culturale di Dortmund. Al momento di trasferirsi - a luglio di quest'anno - le autorità tedesche lo hanno però respinto in quanto considerato "predicatore d’odio salafita, coinvolto nella radicalizzazione di combattenti stranieri per lo Stato Islamico". 

Prima di partire per la Germania, però, la vita di Idrizovic si era a lungo incrociata con Milano e Cinisello. Più volte, infatti, l'antiterrorismo aveva segnalato la sua presenza tra il centro islamico di viale Jenner e la moschea di Cinisello, tanto che il suo nome era finito nell'inchiesta sulla morte di Anis Amri, l'attentatore di Berlino ucciso dalla polizia italiana a Sesto San Giovanni, a due passi da Cinisello

L'imam, in Italia da quasi dieci anni, fino a giugno aveva lavorato in provincia di Bergamo come dipendente di una società cooperativa di Milano. Martedì, proprio da Milano, è partito il suo viaggio solo andata per il Kosovo. 

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