Rubano pellicce per milioni di euro e provano estorsione: arrestati tre noti commercianti

Per ripianare i debiti hanno studiato un'estorsione milionaria ai danni del noto imprenditore di pellicce Giorgio Magnani

Il blitz

Per ripianare i debiti hanno studiato un'estorsione milionaria ai danni del noto imprenditore di pellicce Giorgio Magnani. Ma il piano è stato sventato dagli agenti della Squadra mobile di Forlì, diretti dal dirigente Claudio Cagnini, che hanno assicurato alla giustizia i responsabili, tra cui due noti commercianti del settore: si tratta di Ugo .C., 58enne di Soncino (Cremona), titolare di un showroom a Milano nel centralissimo corso Vittorio Emanuele. Secondo aperto lo scorso ottobre; di G.P., 59enne di Viadana (Mantova), proprietario di uno showroom a Verona, e di un artigiano edile 54enne di Orzinuovi (Brescia). Ora si trovano in carcere a Cremona a disposizione del pubblico ministero Carlotta Bernardini.

Una vicenda che si inquadra anche tenendo conto del particolare momento commerciale degli interessati, essendo autori e vittime in procinto di partecipare all’importante e imminente manifestazione fieristica “Mifur 2016 Salone Internazionale della Pellicceria e della Pelle”, prevista da mercoledì a venerdì alla Fiera di Milano, crocevia chiave per l’avviamento delle più proficue future operazioni commerciali del settore e nel cui contesto proprio la merce in questione avrebbe fatto parte dell’esposizione per la clientela mondiale interessata.

L'attività degli investigatori, coordinata dal pubblico ministero Sara Posa, si è svolta in circa 24 ore. Tutto ha avuto inizio quando Magnani, titolare della Romagna Furs di San Marino, si è presentato in questura per denunciare la perdita di una ingente fornitura di pellicce affidate in conto vendita al commerciante di Soncino. Quest'ultimo, hanno accertato gli inquirenti della Mobile, a fronte delle sue difficoltà economiche che non gli permettevano di far far fronte al debito col grossista, spalleggiato dall'artigiano, ha trafugato la notte del 7 febbraio scorso dal proprio showroom milanese l’intero carico trasportandolo in luogo sicuro, per poi pretendere l’integrale remissione della sua posizione debitoria in cambio della rimessa di solo una metà della merce.

Le trattative estorsive sono state mediate da un terzo individuo, il commerciante di Viadarna, esposto per svariate centinaia di migliaia di euro nei confronti della vittima con l’evidente interesse economico di vedersi riconosciuta, in tutto o almeno in buona parte, la remissione anche della sua grave posizione debitoria come compenso per la riuscita della transazione. Le indagini, anche attraverso intercettazioni telefoniche, hanno permesso di accertare la precisa evoluzione della trattativa illecita.

Domenica l'ultimo atto del piano: il 59enne si è recato nella sede della Romagna Furs per chiudere la trattativa. Ottenuta la documentazione attestante la risoluzione della sua posizione debitoria (assegni e liberatorie), con un delegato dell'azienda sammarinese hanno raggiunto a bordo di un furgone l'abitazione del 58enne per la consegna della merce. Formalità che si è concretizzata dopo la verifica dei documenti. Parte del carico si trovava in un furgone condotto dall'artigiano edile, mentre altri capi di pellicce sono state trovate nell'abitazione di U.C. e in una roulotte con targa tedesca di sua proprietà.

La consegna è stata seguita a distanza da cinque pattuglie della Squadra mobile di Forlì ed una di Cremona: a quel punto è scattato il blitz, con l'arresto per estorsione aggravata dei due commercianti e dell'artigiano. Il valore della merce, interamente recuperata (oltre 300 capi tra i quali anche visioni e zibellini), si aggira sui 900mila euro all’ingrosso, mentre sul mercato intorno ai 2 milioni di euro. Ora le pellicce si trovano in custodia giudiziaria (da ForlìToday).

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