"Ancora nessuna legge sul fine vita, è una vergogna": terzo appello del milanese Dj Fabo

Ex dj, dal 2014 è cieco e tetraplegico. Il suo appello per l'eutanasia ai parlamentari

Dj Fabo

Ha lanciato un terzo appello Dj Fabo, il giovane artista milanese tetraplegico dopo un incidente. Fabiano Antoniani continua la sua protesta, sostenuto dall'associazione Luca Coscioni e chiede ai parlamentari di occuparsi della legge sul testamento biologico per il fine vita.

VIDEO | Il terzo appello di Dj Fabo

fabo

Queste le sue parole: "È veramente una vergogna che nessuno dei parlamentari abbia il coraggio di mettere la faccia per una legge che è dedicata alle persone che soffrono, e non possono morire a casa propria, e che devono andare negli altri Paesi per godere di una legge che potrebbe esserci anche in Italia".

Fabiano Antoniani torna a parlare poco dopo che la Camera dei deputati ha rinviato per la terza volta l’arrivo in aula della legge sul biotestamento. L’inzio dei lavori doveva essere calendarizzato prima a fine gennaio, poi il 20 febbraio, poi il 27, e ora è stato spostato ai primi di marzo. Dj Fabo, ex assicuratore e broker con la passione del motocross, da tre anni dopo un incidente stradale è bloccato su un letto. Non si può muovere e ha perso la vista. Ha cercato in ogni modo nuove terapie, ora vorrebbe morire con dignità. 

Nel suo primo appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella chiedeva: "Signor Presidente della Repubblica, vorrei poter scegliere di morire, senza soffrire. Ma ho scoperto di aver bisogno di aiuto. Sappiamo che non spetta a lei approvare le leggi. Le chiediamo però di intervenire affinché una decisione sia presa. Per lasciare ciascuno libero di scegliere fino alla fine".

In tanti sui social network si sono espressi a suo favore con gli hashtag #FaboLibero e #LiberiFinoAllaFine. In Italia una legge sul fine vita non c’è. La proposta di legge di iniziativa popolare, Eutanasia Legale, depositata già tre anni fa, è bloccata. "Con questo terzo rinvio – spiega Marco Cappato, promotore della campagna - diventa evidente l'assenza di una volontà politica per approvare la legge. Di fronte a una richiesta sociale sempre più pressante di regole che consentano a tutti di morire senza soffrire, il comportamento irresponsabile del Parlamento contribuisce a togliere credibilità alle istituzioni"

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