Cala il sipario su Expo 2015: "Viva l'Italia, viva Milano"

L'ultimo giorno dell'esposizione universale. La cerimonia e i fuochi

L'Albero della Vita, simbolo di Expo (foto Ufficio Stampa)

L'esposizione universale di Milano è arrivata alla sua conclusione. Sabato 31 ottobre 2015 si celebra la cerimonia di chiusura di Expo, a partire dalle 18 all'Open Air Theatre, dopo sei mesi e 21 milioni e mezzo di visitatori secondo le ultime cifre a disposizione (qui la diretta streaming della cerimonia). Chi ha visitato l'esposizione ha potuto apprendere come i Paesi affrontano il tema cardine, da un lato la nutrizione e dall'altro l'energia, tra padiglioni che hanno avuto un successo strepitoso (come il Giappone, record nelle code) e altri che sono rimasti più in sordina. In eredità, Expo lascia la Carta di Milano, un documento strategico sul tema dell'esposizione, firmato da moltissimi Stati e da decine di migliaia di visitatori (video: la chiusura con i fuochi).

Sono a Milano il presidente della repubblica Sergio Mattarella e il presidente del consiglio Matteo Renzi, che ha lanciato l'hashtag #orgoglioexpo su Twitter. Ma lo batte #ciaoexpo, primo in Italia nel pomeriggio del 31 ottobre. Naturalmente ci saranno anche le autorità locali, dal sindaco Giuliano Pisapia al presidente della regione Roberto Maroni; ci sarà il segretario del Bie Vicente Loscertales e ci sarà "l'anima" di Expo, Giuseppe Sala. E poi mille voci di sei cori lombardi, la banda musicale della polizia (che suonerà il Va' Pensiero, l'inno del Bie e l'inno italiano), i fuochi d'artificio alle 19. E la festa sul Decumano, con maschere vietatissime (è pur sempre la notte di Halloween).

Molti i vip e i leader internazionali che hanno fatto visita all'esposizione. Tra questi il presidente della Federazione russa Vladimir Putin, il segretario di stato americano John Kerry, la first lady Michelle Obama, il presidente della Francia Francois Hollande, la cancelliera tedesca Angela Merkel e tanti altri primi ministri e capi di Stato di tutto il mondo. Sono circa 7 mila le persone che hanno lavorato, durante la notte per sei mesi, per la manutenzione, l'approvvigionamento dei ristoranti, la raccolta dei rifiuti. Più di 2.300 militari hanno presidiato la manifestazione, aiutati da circa 2.500 telecamere tra interno ed esterno.

L'ALBERO DELLA VITA

"Abbiamo dimostrato al mondo che l'Italia può insegnare a chiunque cosa significhi essere flessibili", ha dichiarato Marco Balich, ideatore dell'Albero della Vita, secondo cui "è il simbolo di un successo italiano" nonostante le critiche iniziali. "Non è facile armonizzare acqua e fuoco, musica e luce. Gli uomini di Consorzioi Brescia ci sono riusciti e questo è un altro esempio di cosa significa saper fare italiano".

SCHULZ: "COMPLIMENTI ALL'ITALIA"

Martin Schulz, presidente del parlamento europeo, si è complimentato con le autorità italiane per la "storia di successo" rappresentata da Expo 2015, in un videomessaggio che è stato trasmesso in Open Air Theatre prima dell'inizio della cerimonia di chiusura. "Un successo - ha spiegato - perché ha messo al centro i temi della sostenibilità e del diritto al cibo per le generazioni future".

PISAPIA: "MALINCONIA MA ORGOGLIO"

Dopo l'inno d'Italia, ha parlato il sindaco di Milano Giuliano Pisapia. "Quando qualcosa finisce c'è sempre malinconia", ha affermato. "Oggi ringraziamo quelli che hanno lavorato per il suo successo. Abbiamo l'orgoglio di avere dimostrato di essere capaci di innovazione, creatività, cultura, bellezza e innovazione. Questo è stato un luogo globale per confrontarci sulle emergenze del nostro tempo". Per Pisapia "questo non è un giorno di addii: ai cittadini del mondo dico arrivederci a presto, nello spirito di Expo 2015".

MARONI: "FIERO E ONORATO, ORA SI PENSI AL DOPO EXPO"

Il presidente della Lombardia ha ricordato "la capacità di fare squadra davanti alle sfide difficili", con il risultato di "un successo pieno, oltre ogni aspettativa". Roberto Maroni si è detto "fiero e onorato di rappresentare la regione che ha ospitato Expo". Poi ha ringraziato tutti coloro "che hanno garantito che Expo si svolgesse in sicurezza": dalle forze dell'ordine ai volontari. "L'Italia ha vinto la propria sfida, dare il meglio di sé", ha poi aggiunto, "e ora ne parte un'altra per il sito espositivo: dobbiamo garantire che quest'area continui a rappresentare l'eccellenza, con la ricerca, il campus universitario e la nuova agenzia per la sicurezza alimentare".

LOSCERTALES: "UN SUCCESSO CHE HA STIMOLATO I DIBATTITI"

Per Vicente Loscertales, segreterio del Bie, Expo è stato "un grande successo", grazie al lavoro dell'Italia e dei Paesi partecipanti, e ha creato un punto d'inizio per il dibattito su temi internazionali di grande importanza, come la nutrizione globale. "E' stato un posto speciale per presentare idee e progetti", ha affermato. 

MARTINA: "ABBIAMO ABBATTUTO MURI"

Per Maurizio Martina, ministro delle politiche agricole, Expo è stata "una gigantesca chiave per aprire le porte del futuro". Il ministro ha voluto ringraziare i lavoratori che si sono prestati gratuitamente a terminare i lavori del padiglione tibetano in sostituzione dei loro colleghi che erano tornati nel loro Paese dopo il terribile terremoto.

SALA: "TRACCIA PROFONDA NELLE COSCIENZE"

Giuseppe Sala è stato accolto da una vera ovazione. "Desidero ringraziare i governi di tutti i Paesi", ha affermato il commissario generale del governo per Expo, annunciando che nel mese di ottobre sono stati superati i 5 milioni di persone. Ha poi ringraziato "tutti coloro che hanno lavorato per Expo", ma anche "i cento detenuti che, in Expo, hanno dimostrato la loro volontà di riscatto". Il commissario ha affermato che, "quando operiamo con ordine, chiarezza e creatività, siamo in grado di stupire il mondo", e che il nostro Paese ricopre "un ruolo chiave nella discussione dei grandi temi del pianeta". Dopo avere affermato che Expo 2015 lascia "una traccia profonda nelle coscienze individuali e collettive", Sala ha ricordato che "i milioni di visitatori si sono impossessati di Expo creando un evento unico". E ancora: "Pulizia, sicurezza e accoglienza posono essere pianificate, ma il popolo di Expo ha dato una prova di civiltà indimenticabile". 

MATTARELLA: "CARTA DI MILANO DOCUMENTO FONDAMENTALE"

Il presidente della repubblica ha parlato di "importante eredità frutto del confronto che Expo è riuscita a promuovere e delle speranze che ha messo in campo". E la giornata di chiusura va intesa come "un nuovo impegno civico". Mattarella ha ricordato il milione di firme per la Carta di Milano, "un documento di grande rilievo che ha affermato il diritto al cibo e all'acqua come parte essenziale di un più ampio diritto alla vita". Il cibo e l'alimentazione, per Mattarella, sono "lingua comune dei popoli", non come omologazione ma come biodiversità, "rispetto delle culture e delle loro radici in nome dell'uomo". "Eliminare fame e sete è possibile - ha detto il presidente - per costruire la pace, ed è necessario un grande cambiamento culturale, con protagonisti i popoli e i corpi sociali".

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