Expo, controlli sui contratti di lavoro. Polemiche sui pass negati dalla questura

Alcuni frequentatori di centri sociali si sarebbero visto negare il pass indispensabile per lavorare nel sito espositivo

Expo 2015 (Riccardo Rosti, Instagram)

I contratti di lavoro di circa 9 mila persone impegnate in Expo verranno controllati. Si tratta di una discreta percentuale dei circa 30 mila che, in totale, lavorano nel sito espositivo. Si tratta di 4 mila persone assunte con contratti in vigore in altri Paesi europei e 3 mila persone con contratti extra europei. Oltre ad altri 2 mila, più o meno, che figurano come contratti a progetti, sebbene siano stati aboliti dal Jobs Act del governo Renzi. 

Ma non è tutto. Ci sono anche lavoratori a cui il pass d'ingresso è stato negato e che - quindi - di fatto non hanno potuto iniziare il rapporto o a cui è stato interrotto dopo pochi giorni. Da quello che si è venuti a sapere, si tratterebbe prevalentemente di giovani frequentatori di centri sociali. La negazione del pass è arrivata direttamente dalla questura, a sentire Coop (che ha avuto alcuni casi del genere) senza una spiegazione dettagliata. Via Fatebenefratelli ammette però che - essendo Expo un obiettivo considerato "sensibile" - vengono dati pareri su tutti i lavoratori e precisa di considerare "solo i casi più gravi". 

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