Dopo Expo, Maroni contro Renzi: «Vuole scardinare il modello lombardo»

Sotto accusa l'idea di coinvolgere tre istituti (di Genova, Torino e Trento) per il polo della ricerca e dell'innovazione nelle aree di Expo 2015

Area di Expo (foto Luigi Colli, fb)

Sul dopo Expo, Roberto Maroni mette le mani avanti. Il presidente della regione Lombardia esprime malcontento per le idee - circolate nei giorni scorsi - di Matteo Renzi, presidente del consiglio. Se è ormai acclarato che l'area di Expo 2015 sarà utilizzata per un polo universitario e per la ricerca scientifica, è sul chi verrà coinvolto che iniziano a battersi i politici. Maroni è soprattutto preoccupato dalla parola "interregionale", che fa presagire un'iniziativa "calata" dall'alto e non costruita nel territorio.

«In Lombardia abbiamo tutti gli enti che possono realizzare questo progetto e devono essere coinvolti, altrimenti non mi va bene», ha spiegato Maroni, sottolineando che il governo non è proprietario delle aree e tornando a suggerire una "cabina di regia" per i rettori di Politecnico e Statale.

Il piano di Renzi, secondo alcune anticipazioni giornalistiche, affida la guida del polo dell'innovazione e della ricerca all'istituto italiano di tecnologia di Genova, all'Institute for international interchange di Torino e all'Edmund Mach Foundation di Trento. Del resto l'istituto genovese, guidato dal fisico Roberto Cingolani, che dovrebbe essere il "capofila" del piano, conta ben due sedi anche a Milano ed è un istituto statale. La preoccupazione di Maroni («si rischia di scardinare il modello lombardo») è sul piatto. 

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Molto più diplomatico Gianluca Vago, rettore della Statale, che ha promosso l'idea del governo e conferma: «Non ne farei una questione di chi guida. Sono contento che ci sia condivisione su quella che è stata un po' la nostra idea, cioè ricerca e formazione». Per Vago, infatti, «non è nemmeno pensabile un solo attore-gestore, che sia Milano, Genova o Torino». E sostiene che l'idea orignale da lui promossa non viene modificata: «Non ho in mente un progetto della Statale ma un progetto del sistema della ricerca milanese, lombardo e se possibile nazionale».

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