Expo, la sua corsa finisce il 31 ottobre: "Nessuna possibilità di proroga"

Nonostante un'attenzione sempre più crescente e le richieste di proroga, l'Esposizione finirà nei giorni stabiliti. Lo dicono accordi decennali, mai violati da nessuno

Coda Expo

Il 31 ottobre Expo chiude. Non ci sono alternative. Nonostante i record giornalieri (accessi intorno ai 250mila), tante persone che chiederebbero una proroga, a fine ottobre si inizia a sbaraccare. 

“Noi come società organizzatrice abbiamo l’incarico di realizzare l’esposizione e quindi di sgomberarla. Altre opzioni non ci sono”, scandisce un portavoce dell’organizzazione di Expo 2015 spa a Wired, raggiunto telefonicamente. “Lo dico per essere chiaro: non c’è alcuna possibilità che Expo duri più di quanto stabilito. L’ipotesi non è mai stata presa in considerazione”, aggiunge a scanso di equivoci.

Scrive ancora Wired

Che non si può prorogare lo dice il regolamento stesso del grande evento, così come stabilito dal Bureau International des Expositions, cioè l’organizzazione intergovernativa alla quale fa capo l’organizzazione di qualsiasi Expo. Il Bie, appunto. Chiunque decida di organizzare una manifestazione di questo tipo, è tenuto a firmare la Convenzione di Parigi. Un testo redatto nel 1928, modificato nel 1948 e nel 1966, e aggiornato nuovamente nel 1982 e nel 1988 per fissare le distinzioni tra esposizioni internazionali ed esposizioni universali. Questa è la legge: tutto quello che può essere o non può essere fatto nel corso di un’Expo è definito all’interno del protocollo finale che mette insieme quasi novant’anni di percorso normativo. Le righe che interessano a noi, sono quelle che – nella seconda parte del documento – compongono il punto A dell’articolo 3: “La loro durata (quella delle esposizioni riconosciute nda) non può essere inferiore a sei settimane o superiore a sei mesi”. Se inizi al 31 maggio, insomma, non puoi andare oltre il 31 ottobre. “Sarebbe come decidere di aggiungere una gara a Olimpiadi finite. Non si può”, chiosano dagli uffici di Expo 2015 Spa.

In sostanza, la vera sfida sarà il dopo: cosa fare di quell'immenso terreno (con i padiglioni che verranno smantellati) e sfruttare l'onda dell'Esposizione per creare qualcosa di attrattivo. Questa volta, sì, a tempo indeterminato.

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Commenti (3)

  • Questo Expo non ha nulla a che vedere con le altre edizioni. E' stato monopolizzato e gestito dallo Stato e gli enti locali a danno dei contribuenti e dei commercianti "TUTTI". Non aveva alcun senso creare dal nulla 20 ristoranti sotto il controllo di un funzionario governativo "quando ci sono migliaia di licenze profumatamente pagate" per l'esercizio della pubblica ristorazione. La scelta dell'area espositiva poi, invece di uno spazio "rubato" all'agricoltura, avrebbe dovuto essere la stessa Milano!! Con i suoi servizi, alberghi ed i palazzi storici. Non ci sarebbe stata la necessità di sostenere le assurde spese di allestimento, ma semplici assegnazioni con relativi canoni di locazione. Sarebbe stata una ricchezza per tutti, senza code nè attese. Un biglietto composto da talloncini, uno per ogni paese da visitare per ogni location assegnata. I turisti avrebbero potuto quindi visitare la città in lungo e in largo, con tutta calma e per i giorni desiderati. Un incentivo al turismo fallito miseramente e possibilità di reddito e di valorizzazione del patrimonio immobiliare buttato all'aria per gli interessi di pochi ladri politicizzati e pure stipendiati da noi. L'Italia NON E' PIU' un Paese civile e lo Stato non si comporta come madre ma come parassita.

  • Che desolazione dopo in quel campo ...

  • L'Italia non ha mai rispettato i regolamenti internazionali, quindi può prorogare l'Expo a piacimento.

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