Nepal, i visitatori di Expo 2015 hanno donato 920 mila euro. Dopo le polemiche, la cifra

Inizialmente negato l'accesso agli atti al Codacons: "sfuriata" del centrodestra e minaccia di interrogazioni ed esposti. Poi la comunicazione della cifra

Il padiglione del Nepal a Expo 2015

Una polemica ferocissima, destinata - forse - a spegnersi nell'arco di una giornata, riguardo ai fondi raccolti a favore del Nepal durante Expo 2015. Come si ricorderà, il Paese asiatico - poco prima dell'inizio dell'esposizione universale - era stato colpito da un violentissimo terremoto, che aveva colpito in modo drammatico la popolazione e il territorio. Tra le altre cose, a causa di questo il Paese dovette aprire il suo padiglione con leggero ritardo. 

Nella serata del 14 gennaio è stata resa nota, dalla società Expo 2015 Spa, la cifra: circa 920 mila euro di offerte da parte dei visitatori. La raccolta era stata promossa da Cgil, Cisl e Uil ed effettuata all'interno del sito espositivo con una teca nel Decumano. La società ha anche spiegato che le offerte sono state periodicamente versate su un conto corrente e che l'intero ricavato sarà consegnato a Save The Children non appena completato il progetto con le autorità nepalesi. «Save The Children è insediata da lungo tempo nel territorio nepalese, dove ha già avviato attività di soccorso alla popolazione», spiega Expo 2015 Spa, aggiungendo che il progetto sarà reso pubblico entro fine febbraio 2016. Il 23 settembre, d'altra parte, la Cisl aveva comunicato che era stata raggiunta la quota di 700 mila euro.

Il Codacons, nella giornata del 14 gennaio, aveva fatto sapere di avere chiesto l'ammontare dei fondi raccolti ricevendo da Giuseppe Sala una risposta negativa: «La finalità dell’istanza d’accesso proposta dal Codacons volta ad operare un mero controllo generalizzato dell’opera di Expo 2015 Spa, tale per cui la stessa deve ritenersi inammissibile e, quindi, rigettata, per carenza di interesse del soggetto istante». Queste le parole della risposta, riferite dal Codacons stesso.

Immediatamente era scattata una feroce polemica politica contro Giuseppe Sala, che attualmente è candidato alle primarie di centrosinistra per scegliere il candidato a sindaco di Milano. Riccardo De Corato (consigliere comunale e regionale di Fratelli d'Italia) aveva promesso un'interrogazione in entrambi gli enti. Silvia Sardone (consigliera di zona 2 di Forza Italia) aveva affermato che il Codacons è certamente un soggetto interessato a sapere quanto è stato ricavato e aveva polemizzato con Sala: «Oggi secreta i fondi per il Nepal, domani toccherà ai bilanci del comune?». Il Codacons stesso aveva annunciato un esposto alla procura e alla corte dei conti.

Ora, infine, il parziale dietro front e la comunicazione della somma. Probabilmente tutto è stato un equivoco: è ovvio che si tratti di una notizia di pubblico interesse e quindi bene ha fatto Expo 2015 Spa a divulgarla (l'avesse fatto prima, forse si sarebbero evitate tante polemiche); mentre l'accesso formale agli atti è determinato da regole: e non tutti hanno diritto ad accedere a qualunque atto.

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