Expo 2015: tangenti, appalto di Maltauro commissariato

E' quello sull'architettura di servizi. "Salvata" la via d'acqua, ma i comitati non mollano: domenica pomeriggio a Trenno la "No Canal Cup"

Ruspa Maltauro al Parco di Trenno (Fb)

Come atteso, la Maltauro è stata commissariata. E' il primo atto di Raffaele Cantone, che dall'autorità nazionale anticorruzione è stato chiamato a vigilare sugli appalti di Expo 2015 dopo gli arresti per presunte tangenti a carico, anche, dell'imprenditore Enrico Maltauro, ai domiciliari (risponde di corruzione e turbativa d'asta). La società ha già provveduto a sostituirlo con un amministratore delegato esterno alla famiglia, ma Cantone non ha giudicato sufficiente l'avvicendamento.

Il commissariamento riguarda l'appalto delle architetture di servizio. Prossimo passo, la nomina di un amministratore straordinario. Già deciso, invece, che l'eventuale utile sarà "accantonato in un fondo speciale" (si legge nel provvedimento). E' l'appalto "incriminato", stando al supercommissario Cantone.

Salvo, invece, quello sulle contestatissime vie d'acqua, su cui i comitati "no canal" continuano a dare battaglia: per il pomeriggio di domenica 13 luglio hanno organizzato un "No Canal Cup", tornei spontanei di calcetto, pallavolo e basket nei campi di pallacanestro del parco di Trenno (lato via Novara) e chiedono con forza che i 43 milioni di euro stanziati per la via d'acqua sud vengano spesi in altro modo, con "percorsi alternativi e collegamenti ciclabili poco invasivi".

I comitati fanno notare che, stando alle parole del commissario unico di Expo, Giuseppe Sala, "la soluzione per svuotare il sito Expo dall'acqua è già stata trovata ed è indipendente dalla realizzazione della via d'acqua sud".

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