Il mistero sul piano B per Expo: nessuno ne sa niente

Il Corriere della Sera parla di un ipotetico Piano B per Expo che dovrebbe dare una ridimensionata agli investimenti previsti. Nè Formigoni, nè Stanca nè De Corato ne sanno niente: “Valgono le parole di Berlusconi il resto sono solo chiacchere” ha detto il vice sindaco

Stamattina il Corriere della Sera parlava di un possibile Piano B per Expo, un ridimensionamento delle spese.

Di questo fantomatico piano però nessuno degli interessati all’Esposizione Universale e alla sua realizzazione, dice di saperne niente: “Anche recentemente agli Stati Generali il presidente Berlusconi ha garantito che il governo coprirà tutte le spese che si è impegnato a realizzare" ha dichiarato il presidente della regione Roberto Formigoni.

“Certo” prosegue il governatore “realizzare l'Expo dopo questa crisi economica significa pensare un Expo nuovo, fondato sulla comunicazione e sui linguaggi per attirare l' attenzione di tutto il mondo. Non gigantesche opere, che avevamo escluso fin dall'inizio, e soprattutto un utilizzo buono ed efficiente di tutte le risorse”.

Anche Stanca, ad di Expo, sembra non sapere nulla di questo fantomatico piano di emergenza: “Non sono a conoscenza di nessun piano B. Per quanto riguarda gli stanziamenti del governo alla società Expo 2015 Spa questi sono già stati decisi. Ricordo che durante gli stessi stati generali il presidente del consiglio ha confermato tutti gli impegni del governo in relazione agli stanziamenti”.

Per il vice sindaco De Corato le indiscrezioni del Corriere non sono altro che “chiacchere” e che “bisogna prendere per buono solo quanto detto dal Presidente del Consiglio agli Stati generali dell'Expo”.

In realtà, subito dopo il terremoto in Abruzzo, si era paventata la possibilità di ridimensionare alcuni degli investimenti destinati ad Expo, perchè parte dei fondi stanziati per l'Esposizione Universale, avrebbero dovuto essere dirottata proprio a favore dei terremotati. Si era accennato in quell'occasione anche alla possibilità di usare parte della nuova Fiera targata Fuksas, invece di costruire padiglioni nuovi dedicati esclusivamente ad Expo.

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