Renzi presenta il piano del dopo Expo: «Un centro mondiale di ricerca, pronto 1 miliardo e mezzo di euro»

150 milioni all'anno per dieci anni. Ma è ancora polemica sul coinvolgimento delle eccellenze lombarde

Renzi al Piccolo Teatro (Marotta/Alanews)

Un centro mondiale di ricerca, con un investimento governativo di 150 milioni all'anno per dieci anni. E' questa la promessa che Matteo Renzi, presidente del consiglio, ha portato a Milano - in un incontro tenutosi al Piccolo Teatro di via Rovello («simbolo per ripartire») - per il dopo Expo. Soldi, quindi, e una prospettiva di lungo respiro e di ampia portata. Il premier non ha mancato di sottolineare il successo della manifestazione («l'Expo - ha detto - l'hanno vinta gli italiani ma l'hanno salvata i milanesi», riferendosi alla reazione dopo le devastazioni del corteo del primo maggio), ma ha anche avvertito che lo scopo dell'esposizione non è finito con il 31 ottobre (video: le dichiarazioni del premier).

«Non abbiamo portato qui i leader europei per far loro mangiare il risotto», ha spiegato: «Expo è stata l'occasione per riflettere insieme sulle sfide del nostro tempo. Abbiamo affermato l'Italia come un Paese solido e solidale». E dunque, per non vivere «solo di ricordi», l'area dell'esposizione deve diventare «una possibilità per l'Italia che verrà». 

Il fulcro del progetto governativo è la creazione di un centro mondiale sulla genomica e i big data. Un progetto «sinergico con quello dell'università degli studi», che vorrebbe portare in area Expo le sue facoltà scientifiche. In questi giorni si era scatenata una forte polemica perché le anticipazioni avevano dato per certa la "cabina di regia" della parte di ricerca all'Istituto italiano di tecnologia, che ha la sua sede principale a Genova (anche se ha altre sedi in Italia tra cui due a Milano). Il premier ha chiarito che non si tratta di contrapposizione coi centri di eccellenza lombardi, ma di lavoro comune.

Infine, per quanto riguarda la parte immobiliare, Renzi ha voluto sottolineare che l'intervento di Cassa depositi e prestiti, prefigurato nei giorni scorsi, ci sarà solo se richiesto: «Caro Roberto, nessun esproprio», ha affermato rivolgendosi a Roberto Maroni, presidente della Lombardia, presente in sala, che nel merito aveva parlato di «esproprio proletario». La regione, dal suo canto, è pronta a investire 500 milioni di euro o forse anche più, ma Maroni è tornato a ribadire di volere «che le eccellenze lombarde siano coinvolte».

Soddisfatto il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, secondo cui «si tratta di un investimento importante che si integra perfettamente con il Polo tecnologico di Assolombarda e il progetto del Campus universitario dell’Università Statale, proposti nei mesi scorsi, che fin da subito abbiamo condiviso e che sono stati apprezzati da tutti». Il futuro dell'area sarà, per Pisapia, «un luogo di straordinaria innovazione su un’area unica dal punto di vista infrastrutturale e tecnologico. Il tema della ricerca applicata alla persona umana per quanto riguarda sia la salute che l’alimentazione è perfettamente in linea con la nostra volontà di proseguire il lavoro iniziato sulle tematiche dell’Esposizione Universale».

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