Expo-Eataly, condizioni vantaggiose ma archiviazione per Sala: non è abuso d'ufficio

Si è chiusa in gran segreto con l'archiviazione l'indagine a carico di Giuseppe Sala (Expo 2015 Spa) per le condizioni economiche di favore concesse a Eataly

Oscar Farinetti aveva dichiarato che, portando Eataly a Expo, ci avrebbe rimesso. Sarà. E' emerrso, intanto, che effettivamente ha goduto di condizioni di favore rispetto agli altri ristoranti. La società di gestione Expo 2015 Spa, guidata da Giuseppe Sala, ha infatti chiesto a Eataly solo il 5% di royalty sul fatturato, oltre ad un 1% se i ricavi fossero stati superiori a 40 milioni, mentre sul bando per otto ristoranti era stato chiesto il 12%. Inoltre, la società di gestione si è accollata i costi per l'allaccio dei servizi e per elettricità ed acqua, come anche la deduzione dei costi per le celle frigorifere.

Lo dichiara, nero su bianco, il gip Claudio Castelli, che il 12 gennaio 2016 ha firmato l'archiviazione per Giuseppe Sala, che era stato indagato il 29 luglio 2015 dalla procura di Milano. E questo contribuisce a spiegare un altro arcano. Durante i sei mesi di esposizione, pareva che la procura si fosse in qualche modo "astenuta" da qualsiasi indagine su Expo, mentre ora si scopre che non è stato così, ma semplicemente non è stato fatto trapelare nulla. 

Vantaggi economici per Eataly, dunque, ma archiviazione per Sala. Sì, perché il gip - accogliendo le tesi dei pm - afferma che «non risulta dimostrabile l'elemento psicologico richiesto dal reato di abuso d'ufficio». Ovvero, non lo ha fatto volontariamente. Anche perché, comunque, è «tangibile l'interesse pubblico di Expo (società pubblica, n.d.r.) ad avere Eataly tra i propri partner».

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Tutto regolare, insomma: Eataly "meritava" di essere ad Expo per la sua fama mondiale e la capacità di parlare di buon cibo ai visitatori. E le condizioni economiche vantaggiose - accertate e oggettive - non rappresentano un reato.

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