Expo, il futuro è scritto: campus della Statale e un mega parco dove c'erano i padiglioni

Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha praticamente ufficializzato l'ingresso del governo in Arexpo. Già deciso il futuro dell'area: ospiterà il campus della Statale e un mega parco verde

Deciso il futuro dell'area Expo - Foto rep

Cinquanta milioni di euro per dare un futuro all’area. Il 40% delle quote per non disperdere l’esperienza e la storia di Expo 2015. Il governo scende in campo per il futuro del sito di Rho ed entra, pesantemente, in Arexpo, la società proprietaria dei terreni sui quali erano stati allestiti i padiglioni per l’Esposizione milanese. 

Ad annunciarlo, giovedì, è stato il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia. "L'incontro di oggi con il ministro Maurizio Martina e il sottosegretario alla presidenza Claudio De Vincenti è servito a mettere a punto gli ultimi dettagli in vista dell'ingresso del Tesoro nell'azionariato di Arexpo che si concretizzerà nell'Assemblea della Società fissata per fine mese”, ha chiarito il primo cittadino meneghino. 

Per l’ufficialità, insomma, manca ancora qualche giorno, ma i dettagli ormai sono stati perfezionati. Il governo, infatti, verserà cinquanta milioni di euro prendendo il 40% delle quote di Arexpo e lasciando a comune e regione il 25% ciascuno. 

Anche per il futuro dell’area, almeno a sentire Pisapia, la partita sembra ormai decisa. "Adesso - ha spiegato il sindaco - è tutto pronto per andare avanti con grande determinazione nell'impegno iniziato nei mesi scorsi per realizzare nell'area del sito di Rho-Pero il grande progetto innovativo che comprende il Campus universitario proposto dall'Università Statale, l'Istituto italiano di Tecnologia e le imprese impegnate nel settore della ricerca e dell'agroalimentare, oltre alla creazione di uno dei più grandi parchi d'Europa”. 

A vincere, quindi, è l’idea del premier Matteo Renzi, che subito dopo la chiusura di Expo 2015 aveva annunciato l’idea di creare un grande polo universitario e di ricerca: un progetto per cui lo stesso governo potrebbe impegnarsi con un esborso di circa un miliardo e mezzo di euro in dieci anni. 

Non è ancora chiaro, al momento, cosa ne sarà del “fast post Expo”, la fase intermedia tra la fine dell’Esposizione e l’avvio dei cantieri per il nuovo progetto. L’idea, soprattutto del governatore lombardo Roberto Maroni, è quella di riaprire il sito per feste ed eventi, primo su tutti un grande concerto da tenersi il 1 maggio, ad un anno esatto dall’inaugurazione di Expo

Dal 25 maggio in poi, invece, - ma anche qui manca ancora l’ufficialità -, il Cardo, Palazzo Italia e l’albero della vita dovrebbero tornare a vivere grazie alla “XXI edizione internazionale della Triennale di Milano”, che esporrà alcune mostre proprio laddove c’era Expo. 
 

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