Falsi attestati per operatori socio sanitari: 103 persone indagate tra Milano e Latina

È il risultato dell'indagine "Attestato rapido" del nucleo Nas dei carabinieri di Latina

Immagine repertorio

Oltre 100 persone indagate tra Milano e Latina per associazione a delinquere finalizzata alla falsità materiale, contraffazione e sostituzione di persona. È il bilancio di un'indagine dei Nas dei carabinieri di Latina, chiamata "Attestato rapido", finalizzata al contrasto della contraffazione di attestati professionali per l'ottenimento della qualifica di operatore socio sanitario. La notizia è stata riportata da LatinaToday.

Nell’ambito dell’indagine sono stati eseguiti 96 decreti di perquisizione a carico di soggetti che operano negli ambienti della formazione e della sicurezza sui luoghi di lavoro.

L’attività d’indagine, avviata nel 2015 e coordinata inizialmente dalla Procura della Repubblica di Cassino, è stata successivamente trasmessa, per competenza territoriale, alla Procura della Repubblica di Milano. Gli accertamenti avrebbero consentito di individuare e disarticolare un’associazione attiva sul territorio nazionale che, avvalendosi di proprie strutture e imprese, avrebbe provveduto alla formazione di documenti falsi, avvalorati dall'illegittima apposizione dei loghi della Regione Lombardia e della Provincia di Milano. L’associazione — secondo quanto ricostruito dalle forze dell'ordine — avrebbe proceduto poi al reclutamento dei soggetti interessati all’ottenimento della qualifica di operatore socio sanitario, proponendo loro l’acquisto dei falsi attestati con la qualifica, rilasciati — spiegano gli inquirenti — in totale assenza della frequenza a corsi di formazione. Il costo di ogni attestato? Tra i 1.500 e 2.500 euro, secondo quanto ricostruito.

I 96 provvedimenti di perquisizione e sequestro sono stati eseguiti mercoledì 7 marzo nell’area metropolitana di Roma, nelle province di Latina, Frosinone, Viterbo e Chieti dal personale del Nas di Latina coadiuvato  dai comandi provinciali dei carabinieri dei territori interessati.  Le perquisizioni scaturiscono da attività ispettive in strutture ricettive per anziani, nelle quali sono stati rinvenuti gli attestati professionali poi risultati falsi o contraffatti o in altri casi rilasciati da  centri formativi non abilitati. Tra gli indagati anche persone che, in assenza quindi di specifiche competenze, hanno operato all’interno di strutture socio sanitarie ed assistenziali.

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