Catechista morta in un incidente nella gita di Capodanno: al vaglio la posizione dell'A5

La procura di Aosta tende a escludere responsabilità per i conducenti dei due mezzi

Federica Banfi, foto Facebook

Far luce sull'incidente che ha stroncato la vita di Federica Banfi e sulle eventuali responsabilità della Sav, società che gestisce l'autostrada A5 Quincinetto-Aosta. È l'obiettivo della procura di Aosta che ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo sulla morte della 19enne di Canegrate deceduta nella notte di Capodanno in seguito allo scontro tra un furgone e un pullman.

L'incidente 

La 19enne era in vacanza a Brusson (Valle d'Aosta) con circa cento giovani della parrocchia di Canegrate, arrivati in montagna il 27 dicembre. Secondo una prima ricostruzione la giovane era a bordo di un minivan di nove posti che precedeva il pullman dell'oratorio e entrambi i mezzi erano diretti ad Aosta per i festeggiamenti. Lo schianto è avvenuto poco dopo le 23, nei pressi della galleria Garin, a Chatillon: il conducente del furgoncino, probabilmente a causa del ghiaccio, avrebbe perso il controllo del mezzo che è stato travolto dal pullman che seguiva. Un impatto devastante che ha spezzato la vita di Federica e che ha causato sei feriti.

L'indagine

Gli accertamenti della procura si concentrano sulle condizioni del manto stradale su cui pare sia stato rilevato molto ghiaccio. Gli inquirenti tendono a escludere responsabilità per i conducenti dei due mezzi coinvolti, ma entrambi i mezzi sono stati sequestrati e saranno sottoposti a una perizia che accerterà la dinamica dello scontro. Le indagini sono state affidate al pm Carlo Introvigne, che si è recato sul posto per un sopralluogo poco dopo l'incidente.

Il lutto

"Il dolore per la tragica morte di Federica è un peso enorme per le nostre comunità cristiane di Canegrate e San Giorgio su Legnano", ha scritto don Andrea Citterio, vicario parrocchiale di Canegrate. "Dalle prime ricostruzioni, l’incidente che ha coinvolto un pullman che abbiamo noleggiato e un pulmino del nostro oratorio è avvenuto a causa di una lastra di ghiaccio presente sul fondo della carreggiata autostradale, nonostante i mezzi viaggiassero in sicurezza e rispettando il codice della strada".

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"Questo fatto dolorosissimo trafigge il cuore di tutti noi, di comunità cristiane e oratori vivi — prosegue il sacerdote —. Questa prova, capitata in giorni che immaginavamo sereni e di crescita, ci aiuti a capire – lo dobbiamo a Federica – quanto sia importante vivere seriamente".
 

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