Milano, ecco la Ferrari della polizia locale

L'auto è stata assegnata alla polizia locale dopo essere stata sequestrata alla criminalità

La Ferrari della polizia locale

E da adesso nel parco mezzi della polizia locale di Milano c’è anche una Ferrari. 

Una 458 spider del Cavallino Rampante sequestrata alla criminalità organizzata è stata infatti assegnata ai ghisa meneghini per progetti di educazione alla legalità. 

L’auto è stata confiscata nel settembre del 2015 ed è stata affidata alla Locale grazie alle leggi antimafia, che stabiliscono la confisca di beni mobili sequestrati e il loro affido da parte del tribunale in custodia giudiziale agli organi di polizia e del corpo nazionale dei vigili del fuoco che ne facciano richiesta.

Ph: la Ferrari 458 spider sequestrata

Polizia locale Ferrari Milano-2

La revisione dell’auto è stata effettuata gratuitamente dalla Ferrari, mentre la “Carrozzeria Marazzi di Caronno” ha preparato il veicolo con i colori e le dotazioni d’obbligo, rendendolo a tutti gli effetti un’auto della polizia locale, che ha dovuto provvedere soltanto all’immatricolazione, costata 53,67 euro. 

“Ora la Ferrari è pronta a diventare un simbolo di legalità  – ha commentato il comandante Antonio Barbato – e a mettersi al servizio della comunità. È stata assegnata al nostro corpo per progetti di educazione ai giovani. Nel corso dell’anno i ghisa milanesi incontrano oltre cinquantacinquemila ragazzi, per progetti di educazione stradale e civica".

"In alcuni eventi - ha concluso il numero uno dei ghisa - particolari questa auto sarà utilizzata per far capire loro che il crimine non paga, che lo Stato si riprende i beni di chi li ha ottenuti con attività criminali”.

La presentazione della nuova auto della Locale è avvenuta proprio durante la settimana del Festival dei beni confiscati.  

Molte, sul web, sono state le reazioni alla nuova entrata per la polizia locale. Alcune non propriamente eleganti. "Abbiamo letto con piacere, sulla pagina Facebook del quotidiano on line MilanoToday, dell’assegnazione di una Ferrari, alla polizia Locale di Milano, per progetti di educazione alla legalità. Ma questa notizia ha permesso ai leoni del web di dare il “meglio” di sè… E’ dura, ma ce la faremo a debellare gli inutili leoni da tastiera; costoro non amano leggere, si fermano al titolo. Eh già, gli basta leggerlo per poi far volare le dita sulla tastiera del pc e iniziare a ruggire virtualmente, perché solo li sanno farlo. Mai fermarsi all’apparenza, conoscere e approfondire è importante. Quell’auto è un oggetto che simboleggia un valore che tutti noi dovremmo coltivare e custodire gelosamente e con orgoglio ogni giorno, affinchè non si smarrisca nella nostra società: la legalità - spiega Miriam Palumbo del sindacato Sulpl -. Se i leoni da tastiera si fossero premurati di leggere l’articolo ben scritto dalla redazione di MilanoToday, avrebbero sicuramente evitato una denuncia per diffamazione a mezzo stampa da parte nostra, perché come sempre facciamo, anche in questo caso procederemo nelle opportune sedi a difesa della nostra categoria che non può e non deve essere offesa e ridicolizzata per ogni nonnulla da costoro".

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"Come è evidente, inutile sarà ogni maldestro tentativo di cancellare i propri post pubblici, poiché gli stessi sono stati tempestivamente ed accuratamente salvati. L’auto non ha comportato un aggravio di spesa per l’amministrazione; le leggi antimafia consentono l’assegnazione dei beni confiscati alla mafia alle forze di polizia che ne fanno richiesta ed in questo caso specifico il comandante stesso ha precisato che quella Ferrari assegnata alla polizia locale di Milano sarà utilizzata con finalità educative, per far comprendere ai giovani che “il crimine non paga e lo Stato si riprende i beni di chi li ha ottenuti con attività criminal”. Ma queste precisazioni non sono state ben comprese dai leoni, che ancora una volta hanno preferito vomitare il loro odio sulla Polizia Locale ed imbrattare il web. Chiudiamo con una bellissima citazione del Giudice Falcone che insieme a Borsellino rappresentano la lotta alla mafia per antonomasia e loro stessi rappresentano la legalità, avendo pagato con la vita perché credevano in lei", conclude la Palumbo.

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