Pitbull di guardia, sporcizia e abusivi: la polizia "a caccia" nel fortino della droga di via Gola

Perquisizioni della polizia tra via Pichi e via Gola: liberate tre case Aler occupate

Droga, degrado, abusivismo. E cani usati come animali da guardia o almeno come espediente per "frenare" il lavoro delle forze dell'ordine. È la triste realtà delle case popolari Aler tra via Gola e via Pichi, teatro del blitz che martedì mattina hanno messo a segno i poliziotti del commissariato Porta Ticinese e della Squadra Mobile, diretta da Marco Calì. 

Gli agenti si sono presentati all'alba al civico 3 di via Pichi e al 23 e al 27 di via Gola - in quello che negli anni è diventato il "fortino della droga" -, come ulteriore tappa del piano di recupero del quartiere deciso dal comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura

I poliziotti del commissariato e della II sezione, guidati dal dirigente Vittorio La Torre, sono andati a caccia di droga - praticamente tutti i controllati hanno precedenti per spaccio - e hanno eseguito qualche ulteriore accertamento sulla follia di Capodanno, quando i vigili del fuoco erano stati letteralmente assaliti mentre cercavano di domare un incendio appiccato in strada. 

Abusivi e cani da guardia

Nell'abitazione di via Pichi sono stati trovati una croata 20enne irregolare, due marocchini e un pitbull. In via Gola 27 c'erano un'italiana, un marocchino irregolare e altri due cani in condizioni igieniche che gli stessi investigatori hanno definito "molto precarie". Nel secondo appartamento al civico 27 non c'era nessuno, ma anche quella casa - come le altre due - è risultata occupata illegalmente. 

I tre nordafricani - di 37, 30 e 28 anni, con precedenti per droga - sono tutti stati portati in Questura e affidati all'ufficio immigrazione per avviare le pratiche per l'espulsione. 

In via Gola 23, invece, gli agenti hanno trovato una donna italiana - risultata titolare del contratto di affitto -, un altro pitbull e un cittadino marocchino irregolare che però ha un obbligo di firma che lo "costringe" a restare in Italia. 

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Le abitazioni sono tutte state sgomberate e "lastrate" con barre di metallo all'ingresso per poi essere riconsegnate all'Aler. Durante il blitz gli agenti non hanno trovato droga, ma - la riflessione di uno degli investigatori - i cani da guardia davanti alle porte potrebbero essere serviti proprio per dare agli occupanti il tempo di disfarsi di tutto. 

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