Finse un incendio al suo chiosco, Frediano Manzi condannato

Il presidente di Sos racket ed Usura ha patteggiato un anno e 8 mesi. Non c'è la sospensione della pena: chiederà l'affidamento ai servizi sociali

Frediano Manzi

Frediano Manzi, presidente di Sos Racket e usura, associazione da anni impegnata contro lo strozzinaggio, ha patteggiato un anno e otto mesi di carcere.

Manzi, infatti, ha confessato di aver commissionato per 1.200 euro al pluripregiudicato Alberto Marcheselli un finto attentato a un suo chiosco di fiori, per poi denunciare che si trattava di un atto di intimidazione contro l'attività della sua associazione.

Il patteggiamento, però, non prevede la sospensione condizionale della pena. Manzi vorrebbe chiedere l'affidamento in prova ai servizi sociali.

"Esce di scena un'associazione che in vent'anni ha fatto tanto, perché lo Stato non è in grado di tutelare chi fa questo tipo di lotta alla mafia a titolo gratuito - ha commentato Manzi -. Io ho commesso degli errori ma mi sono assunto le mie responsabilità. E intanto continuano le intimidazioni ai miei familiari. Mio fratello ha subito danneggiamenti e minacce dagli altri detenuti che gli facevano il mio nome e una volta è stato picchiato selvaggiamente da sei persone".

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