Chi è davvero il ladro ucciso a Monte San Savino da Fredy Pacini: ricercato da Milano

Il ventinovenne, da quanto emerso dalle indagini dei carabinieri, non era incensurato in Italia ma era un latitante, colpito da ordine di carcerazione della Procura di Milano

Il gommista

Mentre il suo paese scende in piazza per mostrare sostegno, c'è un colpo di scena nelle indagini. Procediamo con ordine. Migliaia di persone, duemila almeno. Sono quelle scese ieri sera in piazza a Monte San Savino (Arezzo) per la fiaccolata in sostegno di Fredy Pacini. Sono stati raccolti oltre 4mila euro che saranno donati alla famiglia del gommista. "Una folla così non si vedeva dal 1984 - ricorda qualcuno - quando il paese scese in piazza per difendere l'ospedale. Speriamo che questa volta vada meglio soprattutto per Fredy". C'erano tutti, racconta Arezzo Notizie. Bambini, anziani, ragazzi. 

Fredy Pacini è il gommista che durante un tentativo di furto nel suo capannone nella notte del 28 novembre ha sparato e ucciso un uomo di 29 anni, moldavo. "Io sto con Fredy" non era solo la scritta sulle bandiere e gli striscioni ma anche il coro che si è levato insieme ad un lungo applauso sotto la casa dell'imprenditore. Fredy Pacini non c'era, per il momentosi è trasferito fuori dal paese. "Sia chiaro che questa manifestazione non ha connotati politici, anzi ora più che mai è bene riporre simboli e ideologie dopo quanto accaduto - precisa subito Mauro Paci, uno dei promotori dell'iniziativa - le chiacchere stanno a zero. Siamo qui per manifestare la nostra vicinanza ad un amico, un grande lavoratore e per dare il nostro contributo". Alla fine sono stati infatti raccolti qualcosa come 4.155 euro che saranno devoluti alla famiglia di Fredy Pacini. Ci sono novità di rilievo nelle indagini.

Pacini non parla davanti al pm

Fredy Pacini, indagato per l'ipotesi di reato di omicidio colposo per eccesso colposo di legittima difesa, si è avvalso della facoltà di non rispondere in occasione dell'interrogatorio questo pomeriggio davanti al pm della procura di Arezzo Andrea Claudiani. E' quanto hanno riferito i legali del commerciante savinese all'uscita dal Palazzo di giustizia di Arezzo. Il gommista è assistito dagli avvocati Alessandra Cheli e Giacomo Chiuchini. I difensori di Pacini hanno spiegato che aspetteranno la relazione sull'autopsia, attesa tra 60 giorni, e che hanno chiesto al pm di effettuare un sopralluogo nella ditta del loro assistito. Nell'immediatezza del fatto, il commerciante aveva riferito ai carabinieri la sua versione dell'accaduto, ma lo aveva fatto in assenza dei legali, cosa che ha reso inutilizzabili le sue dichiarazioni.

La vera identità della vittima

C'è un colpo di scena nelle indagini. Il 29enne moldavo ucciso dal gommista di Monte San Savino (Arezzo) non si chiama Tonjoc Vitalie, ma Mircea Vitalie, questo perché nella sua patria è possibile iscrivere nel passaporto il nome della moglie. Il ventinovenne, da quanto emerso dalle indagini dei carabinieri, non era incensurato in Italia ma era un latitante, colpito da ordine di carcerazione della Procura di Milano. A suo carico - riferisce Adnkronos -  numerosi precedenti sempre per furto. Intanto è stato confermato il riconoscimento da parte della sorella che vive in Italia e che aveva contattato i carabinieri dopo aver appreso la notizia dell'accaduto.
 

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