"Sono stata incastrata", la comandante della Locale pizzicata con la coca denuncia i carabinieri

La comandante dei ghisa di Corbetta ha querelato per falso ideologico tre carabinieri: non sarebbero gli stessi che l'avrebbero fermata. Sul caso sta indagando la procura

Cinque dosi di cocaina all'interno della sua auto. "Bianca" nascosta sotto al tappetino di una Daihatsu Terios parcheggiata fuori dal campo sportivo di Baranzate. Pochi grammi, il giusto per far scattare una denuncia per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Era accaduto nella tarda serata di venerdì 3 gennaio e nei guai era finita la comandante della polizia locale di Corbetta, Gaia Lia Vismara: 31 anni, incensurata. A casa sua i carabinieri non avevano trovato nulla: niente sostanza per tagliare la "bianca", niente malloppi di banconote. Niente di niente. E anche addosso non le era stato trovato nulla.

Il sindaco di Corbetta, Marco Ballarini (Forza Italia), aveva subito difeso la 31enne a capo del comando di via Cattaneo. Ed era la prima volta che il sindaco si schierava al fianco di un esponente della Locale dato che dall'inizio del suo mandato (nel 2016) di turbolenze con i ghisa ce ne erano state tante, alcune risolte con allontanamenti e sospensioni."È stato un avvertimento di tipo mafioso alla mia amministrazione e contro di me. Il prossimo potrei essere io", aveva dichiarato il primo cittadino.

Se Vismara fosse stata realmente cocainomane (ma l'esame del capello a cui si è sottoposta volontariamente ha dato esito negativo) avrebbe potuto difendersi dicendo che quelle dosi — data la modica quantità — sarebbero state sue e per uso personale. Ma la tesi difensiva, portata avanti dall'avvocato Roberto Grittini, è un'altra. Vismara ha dichiarato che quella droga non era sua. Di più: la comandante sostiene di essere stata incastrata. Da chi non è ancora chiaro ma sul caso sta indagando il pm della procura di Milano Gianluca Prisco a cui è stata affidata l'indagine. Per il momento la 31enne di Corbetta è ancora indagata ma la vicenda potrebbe subire presto uno stravolgimento. Letteralmente.

La querela contro i carabinieri

Nelle scorse ore c'è stato un primo colpo di scena nella vicenda: la comandante — come accertato da MilanoToday con la difesa della Vismara —ha depositato alla Procura di Milano una querela per "falso ideologico" contro i due carabinieri e il maresciallo della tenenza di Bollate che hanno sottoscritto il verbale a suo carico. Secondo la Vismara i tre militari in questione non sarebbero gli stessi che l'hanno fermata in via Merano.

Nello specifico, secondo quanto scritto nel documento arrivato in procura, il maresciallo sarebbe intervenuto successivamente mentre la carabiniera menzionata nel verbale sarebbe stata presente solo in caserma e non fisicamente al momento del fermo. Non solo. Sulle scrivanie della procura è arrivato un altro documento con nome e cognome di colui che, secondo la Vismara, l'avrebbe incastrata. Si tratterebbe di un ex vigile urbano. Il condizionale è d'obbligo perché nella vicenda non c'è ancora nessun responsabile. Ma la questione è torbida e le indagini vogliono fare chiarezza.

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