Dottoressa milanese, frasi choc sui gay: «Malati, possono diventare maniaci e pedofili»

Una fisiatra del Gaetano Pini su Facebook a commento di un post contro i gay. Usuelli (+Europa): "La segnalerò all'ordine"

Un momento del Pride 2019 (Mannu/MilanoToday)

«Avevo un gatto che era sospettato di essere gay. Questo dimostra che è una malattia». E' solo una delle affermazioni "choc" sull'omosessualità scritte nero su bianco, su Facebook, da un medico dell'ospedale Gaetano Pini di Milano, Giovanna Foracchia. I suoi commenti non sono però passati inosservati: li ha intercettati un attivista radicale che li ha "girati" al consigliere regionale di +Europa Michele Usuelli. Che ora chiede spiegazioni.

L'occasione è un post di tale Gabriele Riva, di cui si sa soltanto che è di Casatenovo nel Lecchese. Il post recita: «Quando sono nato era proibito essere gay, dopo è stato accettato e pubblico. Oggi è un orgoglio. L'unica cosa che spero è di morire prima che diventi obbligatorio». Un post non particolarmente elegante o profondo.

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Ma Giovanna Foracchia, fisiatra al centro traumatologico ortopedico Gaetano Pini dal 2016, originaria di Reggio Emilia, si scatena e commenta più volte il post: «Infatti! Per me è una malattia come le malattie psichiatriche»; «Io avevo un gatto che era sospettato essere gay, Questo dimostra che è una malattia»; «Omosessualità può sfociare nella maniacità sessuale e pedofilia»; «Se fossi ministro della sanità non permetterei le adozioni ai gay»; «I gay sono persone malate molte volte. L'omosessualità può sfociare nella pedofilia o maniacità sessuale. Parola di medico».

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Frasi intercettate da Yuri Guaiana, militante radicale milanese e presidente dell'Associazione Certi Diritti, già arrestato a Mosca nel 2017 per avere portato davanti al tribunale le firme raccolte in tutto il mondo contro la persecuzione dei gay in Cecenia: «L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha cancellato l'omosessualità dall'elenco delle malattie mentali il 17 maggio 1990. Che a quasi 30 anni da quella data un medico lombardo affermi che l'omosessualità sia una malattia, associandola a maniaci sessuali e pedofili, è gravissimo, e l'ordine dei medici deve prendere provvedimenti», afferma Guaiana.

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«Affermazioni di questo genere sono aberranti, ancor più se vengono da un medico, e dimostrano quanta strada è ancora da fare nella lotta all'omofobia anche tra chi in teoria ha un maggiore livello d'istruzione. Segnalerò la vicenda all'ordine dei medici perché valuti i provvedimenti da adottare», aggiunge Michele Usuelli, neonatologo alla Mangiagalli e consigliere regionale di +Europa.

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