Ghiaccio a Milano, migliaia di pazienti affollano i pronto soccorso

I numeri: 1.300 persone negli ospedali, ore e ore di attesa, in alcuni casi reperibilità extra per gli infermieri e i medici

Il ghiaccio a Milano (foto Angelo Parrella)

L'eccezionale ghiaccio (gelicidio il termine tecnico) "protagonista" della giornata di venerdì 13 gennaio a Milano ha fatto molto discutere. Numerosissime le cadute delle persone, altrettante e ancor di più le critiche al comune di Milano per non avere sparso abbastanza sale durante la nottata precedente, nonostante l'allarme neve. Critiche a cui Palazzo Marino ha prontamente risposto spiegando di avere invece usato 174 tonnellate di sale e ricordando che - per quanto riguarda i marciapiedi - la cosa spetta agli amministratori e ai custodi di condominio.

Quasi 150 le telefonate al 118 per avere assistenza sanitaria urgente. E anche i nosocomi milanesi hanno dovuto far fronte ad una impennata di richieste al pronto soccorso, specialmente per ortopedia. Secondo i dati diffusi dal sindacato infermieri Nursind, infatti, i pazienti nei pronto soccorso di Milano sono stati circa 1.300, quasi il triplo rispetto ad una giornata normale. Gli interventi si sono concentrati soprattutto nella tarda mattinata, perché i traumi si erano verificati in particolare al mattino presto.

E' stato necessario rispondere all'emergenza: in alcuni ospedali sono state attivate reperibilità extra, al San Paolo sono state triplicate le sale di ortopedia per fare fronte alle richieste eccezionali. Il Nursind ha fornito anche qualche numero preciso, sottolineando che l'affollamento ha riguardato in particolare i nosocomi ortopedici (Gaetano Pini e Galeazzi) ma non soltanto loro.

Al Niguarda si sono contati 180 accessi dalle 11 alle 14 della giornata di venerdì. A mezzogiorno, in sala gessi, gli infermieri avevano in carico circa 45 pazienti e le aree rianimazione e shock room erano totalmente occupate. Al Gaetano Pini si sono contati oltre cento accessi fino al primo pomeriggio, mentre al Cto l'affollamento è durato fino a tarda sera.

Al Sacco, alle undici di sera, occorrevano oltre 600 minuti (10 ore) per l'ultimo paziente in codice verde e circa 5 ore per l'ultimo in codice giallo. Al San Paolo sono stati chiamati tre ortopedici aggiuntivi e raddoppiati i chirurghi, oltre - come già ricordato - la disponibilità triplicata di sale di ortopedia. A tarda serata di venerdì l'affollamento di pazienti in attesa era ancora ai massimi livelli. Al San Carlo, all'una di pomeriggio, si contavano 160 persone in attesa o in trattamento.

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Numeri da "record" che ovviamente fotografano una situazione eccezionale. Ma "ancora una volta - fa notare il Nursind con Rosario Pagana, segretario territoriale di Milano - si è reso evidente che molti pronto soccorso milanesi soffrono di carenze strutturali e umane".

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