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Si spara sul traghetto per la Sardegna: suicida agente penitenziario di Busto Arsizio

L'uomo, 37 anni, stava tornando nel paese d'origine: è stato trovato senza vita sul traghetto. Sarno (Uilpa): "Tragedia silenziosa, 5 suicidi in 6 mesi"

Gianfranco Mura, 37 anni, assistente capo della polizia penitenziaria, si è tolto la vita mercoledì mattina sparandosi con la propria pistola di ordinanza. L’uomo prestava servizio presso il Nucleo traduzioni e piantonamenti della Casa circondariale di Busto Arsizio, nel Varesotto, e stava fruendo di un periodo di ferie in Sardegna.

Il cadavere dell’assistente capo è stato rinvenuto a bordo della nave traghetto, che da Genova lo aveva portato ad Olbia. Ne da comunicazione Eugenio Sarno, segretario generale della Uilpa Penitenziari. “I colleghi di Busto Arsizio sono esterrefatti e costernati. Praticamente increduli. Descrivono Gianfranco come una persona solare, educata,disponibile e dallo stato di servizio irreprensibile. E questo rende ancora più duro accettare la tragica realtà. Non possiamo che stringerci intorno alla moglie, alla famiglia ed agli amici di Gianfranco ed unirci al loro dolore".

"Di certo – sottolinea Sarno – cinque suicidi in sei mesi e circa 90 negli ultimi dieci anni  da parte di baschi blu  dovrebbero ingenerare profonde riflessioni sul male oscuro che attraversa il Corpo di polizia penitenziaria. Per quanto ci riguarda non possiamo che ribadire la nostra motivata preoccupazione degli effetti che producono la solitudine e  il senso di abbandono che pervade gran parte del personale".

"Così come  riteniamo che non siano del tutto estranee  le infamanti condizioni di lavoro e gli abusi e i soprusi, anche se non è questo il caso, che il personale è costretto a subire nonostante sia manifesto l’impegno, la professionalità e l’umanità nell’assolvimento dei propri compiti istituzionali", conclude. 

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