Giovedì in bianco per commercianti, "altro che shopping. Un disastro"

Molti negozianti non hanno aderito all'iniziativa, quelli aperti, però, lamentano la mancanza di pubblicità

Le strade in alcune zone erano vuote (foto: Mesa Paniagua)

Primo giovedì di “notte bianca” per Milano, per molti negozianti non è andato come sperato. “Non tutti i negozi hanno aderito. Noi non lo faremo più”. Passeggiando per corso Buenos Aires, per esempio, tra manichini silenziosi e solitari e commessi seduti a chiacchierare, non era raro sentire commenti come questi. Lamentano la mancanza di clienti, perché se è vero che più gente per strada c’è stata, la gran parte di essi si è limitata a passeggiare e non ad acquistare realmente.

Laura, che vende vestiti per donna in un famoso franchising, ci racconta la difficoltà per i piccoli negozianti. “Per noi è faticoso in termini d’impegno di risorse aderire a queste giornate. Se poi sono questi i risultati, lo sforzo diventa vano”. Alla voce di Laura si aggiunge quella di una sua collega. “Gli eventi organizzati dal Comune sono stati poco pubblicizzati e per esempio, per quanto riguarda corso Buenos Aires, sono molto lontani da qui”. E chiude: “Forse per i grandi negozi è più facile”.

Lungo la strada sono numerose le bancarelle abusive dei venditori ambulanti della notte, anche loro non sembrano avere grandi affari.

Cambiando genere di esercizio i discorsi non mutano. “Oggi chiudiamo più tardi, come facciamo di solito nei weekend, ma la differenza non si è vista”. Parla Giuseppe, commesso di una libreria della zona. “Sicuramente noi non vendiamo prodotti di alta moda, però l’evento andava pubblicizzato meglio. A noi negozianti è arrivata la circolare di Ascobaires con la quale ci invitavano ad aderire, ma l’evento ai cittadini chi l’ha detto?” Si chiede.

E conclude: “Durante quest’estate si era organizzata una notte bianca ma in quell’occasione gli eventi collaterali e, la notte di per sé, erano stati molto più pubblicizzati e la gente era uscita numerosa. Adesso, da qui a dicembre, ci sarà sempre più freddo e questo inciderà negativamente su queste iniziative”.

La situazione non cambia in piazza San Babila, né in corso Vittorio Emanuele, né in via Torino, né in molte altre zone della città. Nonostante la chiusura anticipata dell’area C. Il flop del giovedì sembra assodato. Anche un vigile della polizia locale di servizio in piazza Duomo conferma la situazione. "Le persone -dice - sono quelle di sempre, non c'è più movimento del solito". Alcuni tassisti, numerosi come di consueto, ci raccontano che la serata è stata mediamente trafficata, ma che non c'è stato nessun boom. Gli unici posti affollati come sempre sono i luoghi della movida milanese ma quelli veramente non chiudono mai.

 

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