Si stacca un pezzo di soffitto alla materna San Giuseppe La Salle: la replica della scuola

MilanoToday aveva dato voce alla denuncia dei genitori preoccupati per la vicenda e per la comunicazione parziale dell'istituto: avvenuta con una circolare nella quale si parlava di un generico "lavori di ricerca perdita nel soffitto" e non di distacco di intonaco e laterizi

Le immagini della classe

Il 27 novembre MilanoToday aveva dato voce alla denuncia di alcuni genitori dei bambini che frequentano l'Istituto San Giuseppe La Salle di Milano. Le famiglie avevano lamentato una presunta mancata trasparenza da parte della scuola riguardo un episodio avvenuto alcuni giorni prima all'interno dell'aula sezione blu, dove un pezzo del soffitto era crollato al suolo fuori dall'orario scolastico (qui è spiegata l'intera vicenda).

In quell'occasione, MilanoToday aveva contatto il coordinatore didattico dell’Istituto, Massimo Guerreschi, che si era rifiutato di dare spiegazioni telefonicamente. Al contrario, Fratel Gabriele Di Giovanni, visitatore della Provincia Italia delle scuole lasalliane e responsabile degli istituti scolastici dei Fratelli delle Scuole Cristiane, aveva confermato la vicenda.

L'Istituto ha inviato questa replica che riportiamo intergralmente.

Oggetto: Vs articolo e filmato, pubblicati il 27 novembre

Scrivo la presente, nella mia qualità di Coordinatore didattico dell’Istituto San Giuseppe, in relazione alla pubblicazione sulla piattaforma on line di notizie contenenti falsa rappresentazione della verità, sull’Istituto.

Ed infatti -in data 27 Novembre u.s., alle ore 19 circa- pubblicavate un lungo articolo, corredato da immagini, intitolato “Crolla il soffitto alla materna San Giuseppe La Salle ma la scuola non dice nulla ai genitori”.

Il testo dell’articolo precisa che “...quel crollo ufficialmente -almeno per i genitori-, non è mai avvenuto. La dirigenza scolastica ha scelto di tenere all’oscuro dell’incidente i padri e le madri dei bambini, secondo quanto appreso da Milano today. La trasparenza nella relazione scuola famiglia, invocata spesso anche nelle linee guide del ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca (Miur), è venuta meno per tutta la giornata di venerdì. Limitandosi ad una circolare recapitata ai rappresentanti dei genitori in serata, quando i bambini erano ormai tornati a casa. Firmata dal responsabile scolastico Massimo Guerreschi e dalla coordinatrice della scuola dell’infanzia rosa Minniti, nella lettera non si fa menzione del crollo ma si parla semplicemente di “lavori in corso in aula sezione blu per una perdita nel soffitto”.

Pur comprendendo come la sostituzione della carta stampata possa indurre ad adottare forme più spicce e punteggiatura più approssimativa, non posso astenermi dal commentare criticamente la scelta del lessico utilizzato: “Crolla il soffitto”. Alla voce crollare, il vocabolario Treccani annota “Caduta improvvisa e violenta di una struttura, rovina: il c. del muro, del tetto, del ponte”.

All’Istituto San Giuseppe non è affatto crollato il soffitto, come da codesto giornale asserito, ma si sono semplicemente distaccati frammenti di intonaco e laterizi: lo stesso filmato pubblicato, al di là dell’illecita acquisizione e della dirimente circostanza che i fotogrammi sono stati ripresi allorché il pavimento era stato sgomberato dagli arredi ed i primi saggi erano già stati effettuati (con evidente allargamento dell'area e incremento dei calcinacci) rammostra la modestia dell’evento e testimonia i provvedimenti immediatamente assunti dall’Istituto scolastico.

Lo scopo del giornalismo non è solo informare sui fatti, ma educare i cittadini a riconoscere un giornalismo di qualità, accurato e trasparente: cioè, l’esatto contrario di quanto verificatosi nella fattispecie che ci occupa.

La eclatante scelta del titolo, nonché l’accurato utilizzo di parole ed allocuzioni tese ad ingenerare il panico (vedasi l’affermazione “nessun ferito”), oltre che il riferimento ad alcuni genitori che -ovviamente- preferirebbero mantenere l’anonimato, la dicono lunga sulla mancata corrispondenza della narrazione alla verità, sia pure putativa.

Ed invero, nella notte tra il 22 ed il 23 novembre -e, dunque, non poco prima dell’orario delle lezioni (per come lasciato chiaramente sottintendere: “per fortuna non era ancora scattato l’orario d’ingresso a scuola e, quindi, al momento del crollo non c’era nessun bambino sotto quei pezzi di intonaco e mattoni finiti per terra”)- si verificava un distacco di intonaco e laterizi, causato -si supponeva- da una perdita d’acqua.

Evidenziando le falsità contenute nell’articolo (nessun mattone si è mai distaccato), si precisa che, ben prima dell’orario di ingresso a scuola, l’aula veniva messa in sicurezza e gli operai -tempestivamente intervenuti- eseguivano, innanzitutto dei saggi e provvedevano a picchettare l’intero soffitto, per una verifica completa.

La faziosità dello scritto, il cui unico scopo -alla luce delle informazioni approssimative fornite ai lettori- appare essere il discredito della scuola e dei dirigenti scolastici, si rivela anche nella parte successiva. “abbiamo chiesto all’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia e ci hanno spiegato che i loro dirigenti non hanno un controllo specifico sulle scuole paritarie”. Oltre all’ambiguità del lessico utilizzato (l’autore intende controllo sull’operato o sugli edifici?), l’informazione è inveritiera, atteso che l’USR ha un Dirigente dedicato specificamente alle scuole paritarie. Occorrerebbe informarsi e documentarsi, prima di scrivere ciò che non corrisponde alla realtà.

Ancora, il riferimento ai Vigili del Fuoco appare del tutto specioso e fuori luogo: per quale motivo avrebbe dovuto esserci una comunicazione?, così come l’ammissione del crollo attribuita a Fratello Gabriele Di Giovanni (distacco di intonaco, come si è detto, non crollo), nonché alle successive allocuzioni: “il religioso ...ha spiegato che il Dirigente di San Giuseppe lo ha informato subito dopo l’incidente. Guerreschi ha fatto intervenire i tecnici per cercare di mettere in sicurezza la struttura”. Incidente? Cercare di mettere in sicurezza?

Quanto alla esplicita, quanto gratuita, accusa di mancata trasparenza -trasparenza che, al contrario, costituisce linea guida dell’Istituto-, contrariamente a quanto indicato dall’articolo, la comunicazione del 23 novembre è stata inviata a tutti i genitori della Sezione, non appena è stato possibile individuare sia l’esito che la tempistica dei lavori. Ulteriori comunicazioni sono state successivamente indirizzate ai genitori, mentre l’esito delle risultanze peritali affidate all'RSSP ing. Bianco, accompagnato da ingegnere strutturista di fiducia sono state affisse all'albo ufficiale.

Ed ancora, il gratuito collegamento all’accadimento verificatosi nelle settimane trascorse e relativo all’inatteso ed imprevedibile collasso di un pioppo posto in fondo al campo -di cui codesta testata falsamente asserisce ogni mancata comunicazione in merito- costituisce ulteriore faziosità nella narrazione, non certo imparziale dei fatti. Comunicazione circostanziata è, infatti, stata inviata a tutti i genitori (nonché al personale) sull’accaduto e sulle iniziative a protezione della sicurezza che erano state assunte. All’esito della verifica da parte di agronomo qualificato, era possibile appurare che il collasso del pioppo, causato da un tumore affliggente la pianta, era imprevedibile. Si sottolinea come, in relazione a detto evento, l’Istituto non abbia ricevuto alcuna lamentela da parte delle famiglie, si da doversi ritenere altamente improbabile i presunti racconti di “alcuni genitori” a Milano Today.

Ciò premesso, evidenzio come non sia sufficiente avere un codice etico, necessitando -di contra- scrivere articoli che tengano conto della verità dei fatti e mostrino in maniera esplicita e chiara il lavoro giornalistico che c'è dietro. La mancanza di ogni informazione sulle fonti e l’assenza di ogni riferimento alle verifiche compiute equivale a mancata condivisione con il lettore di tutti i documenti e i materiali originali utilizzati dal giornalista durante la sua investigazione, ingenerando il sospetto che l’articolo pubblicato sia strumentalmente preordinato alla diffusione di notizie false e tendenziose.

Distinti saluti.

Milano, 7 dicembre 2018
Dott. Massimo Guerreschi

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