Il Lambro e le sue baracche la terra dei disperati

Inoltrandosi nei meandri del fiume Lambro del circondariato del municipio 3 incontriamo tende e baracche costruite alla meglio tra rifiuti, acque maleodoranti e alla meno peggio nutrie…

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

Quello che possiamo vedere con i nostri occhi è lo stato di desolazione che vige negli angoli nascosti della nostra città. Uno dei tanti luoghi degradati che lascia sbalorditi, tentativi svariati di bonificare un antro al fianco della società editoriale sita in via Rizzoli, ai bordi del fiume Lambro ove vi erano orti gestiti socialmente e affidati ai "nostri" anziani, invece no, in virtù di quale progetto smarrito e rallentato dai vari iter burocratici e smaltimenti economici viene nuovamente lasciato allo sbando. A dire il vero vediamo l'intervento di ruspe avanti ai parcheggi della società in essere bonificare un area sottostante ben delineata. Al di là del "muro" intravedi già un edificato approssimativo, recintato come una proprietà privata, avvertimenti nel portone anch'esso di fortuna ma ben barricato e lucchettato, con caldaia fumante all'occorrenza cani come abbiamo visto pronti all'occorrenza. I fumi di poco tempo addietro erano dovuti all'incendio di una di queste baracche, la caldaia costruita con bidoni è ben visibile, nelle macerie di ciò che resta troviamo merce di ogni tipo oltre che materassi, sedie e armadietti in funzione di porta cambuse. Proseguendo ciò che troviamo da i rimanenti orti, salvati miracolosamente all'evolversi dei tempi, ci imbattiamo in quelle che sembrano delle serre e invece sono delle vere e proprie tende di fortuna, alloggio di disperati senza dimora anche se al lato opposto appare la nuova costruzione per sopperire alla mancanza di alloggi. Cosa aggiungere se non che per un attimo bisogna mettersi nei panni dello sventurato costretto a dimorare all'agghiaccio in situazione ove non auguro al peggior nemico ma penso anche che le situazioni di disagio estremo sono in continuo aumento nonostante i salotti discutano di integrazione e aggregazione, personalmente credo e vedo un equiparazione a povertà che fino a ieri eravamo abituati a vedere in filmati di tg in paesi del terzo mondo, ora è pura e mera realtà.

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