venerdì, 3 settembre
Milano

Pavè, anche un gruppo su Facebook ne chiede l'abolizione

A Milano ormai è un'istituzione, ma il pavè con l'andare degli anni diventa sempre meno funzionale e più pericoloso, specialmente per biciclette e motorini e quando piove. Ora il Comune dovrebbe ridurre le vie lastricate con il piano anti rumore, ma il centro storico non si tocca

di Sarah Piglia - 20/11/2009
pave-009Pavè è un termine francese, ma per i milanesi è una parola molto quotidiana che indica la pavimentazione stradale fatta di rettangoli di granito, tipica della città.

E' il retaggio di tempi andati, di quando sulle strade passavano i calesse e non le auto e quindi, come tutte le cose "datate", ha perso di funzionalità: anzi per alcuni utenti della strada è diventato un pericolo.

Basta pensare a biciclette e motorini che tutti i giorni attraversano i viali della nostra città: il pavè è sconnesso, si salta parecchio e quando piove diventa una trappola mortale su cui è facile scivolare quando si gira con le due ruote. Abbiamo chiesto a Roberto Peia, Urban Bike Messenger (pony express in bicicletta), che sfreccia per le strade di Milano tutti i giorni: "Il pavè è pericoloso perchè è irregolare, perchè spesso tra le singole pietre il solco è talmente largo che ci entra una ruota, perchè alcune pietre con il passaggio di camion, pullman e SUV, vengono scalzate, perchè soprattutto dove si accostano ai binari ( e in molte strade ci sono binari su cui non passa un tram da anni) si formano delle buche".

E non solo, anche il trasporto pubblico subisce i disagi di questa pavimentazione. Quando Atm deve cambiare o sostituire alcuni tratti dei binari del tram, infatti, il pavè diventa un ostacolo insormontabile. Su Facebook è nato addirittura un gruppo dal titolo "Aboliamo il pavè a Milano".

La manutenzione del pavè è un affare costoso per la pubblica amministrazione, ma soprattutto è un lavoro che deve essere fatto costantemente: ogni anno il Comune destina circa 10 milioni di euro a questo lavoro, che viene ancora svolto con mezzi antichi: per fissarlo al suolo si usa ancora un attrezzo che assomiglia ad un mortaio con un'estremità molto pesante che serve per "colpire" ripetutamente la lastra di pavè fino a che non è a posto.

Al momento ci dicono dal Comune, il pavè copre circa 520mila metri quadrati di strade cittadine, ci sono 157mila metri quadrati di cubetti di porfido e 15mila di ciottoli. Ma forse la situazione potrebbe sbloccarsi a breve. A settembre infatti, l'amministrazione pubblica ha approvato un piano per la diminuzione del rumore in città, che include anche per la riduzione delle strade pavettate.

Purtroppo per i milanesi però, il pavè è protetto dalla Sovrintendenza per i Beni Culturali, almeno quello situato nella cerchia dei Bastioni quindi, non si può sostituire: è un patrimonio artistico e anche il complemento ideale per alcuni viali napoleonici meravigliosi.

Ma dove si può sostituire, che cosa si dovrebbe fare: secondo Roberto "intanto si potrebbe cercare di chiudere le buche tra pietra e pietra con del bitume: all'angolo tra Via dei Giardini e Via Borgonovo è stato fatto. Poi bisognerebbe sostituire il pavè con asfalto di buona qualità".



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mangel
mangel 23 novembre 2009

Pavé, va beh...

Il pavé è oggettivamente rumoroso e in certa misura è un rischio potenziale per i veicoli a ruota stretta, in primis biciclette.
Tuttavia i lastroni abbisognano di minor manutenzione rispetto all'asfalto, che ha una durata decisamente inferiore, e quando si "buca" (immancabilmente dopo il gelo invernale o piogge rilevanti) è molto più pericoloso del pavé sconnesso.
Poi, è parte dell'arredo storico di Milano, difendiamolo. L'asfalto è orribile...
Poi, Milano è rumorosa perché c'è il traffico: le bici sul pavé non si sentono!
Sono ciclista e frequento il pavé da 32 anni: non sono mai caduto, e non credo che al pavé sia ascrivibile la maggior causa degli incidenti che coinvolgono i ciclisti.
Il pavé è comunque mal messo? Basta periodica manuntezione, e inserimento di bitume di livellamento; e togliere i binari dove non più utilizzati (ma anche sull'asfalto).
Infine, se al ciclista fa male il sedere per le vibrazioni, si compri una sella più agevole: la bici è bella non perché comoda.
Gli intellettuali di Facebook farebbero meglio a perorare la causa delle piste ciclabili, anziché pensare alle balestre delle proprie automobili (sì, ne sono convinto: chi vuole togliere il pavé è in prevalenza automobilista), a cui del degrado anche estetico non gliene frega nulla).

n° 6
Maya
Maya 23 novembre 2009

R: Pavé, va beh...

Non è questione di farsi male al sedere (né tantomeno di cambiar sella... stranamente la sella Bikemi è comodissima), è questione proprio di perdere aderenza per i continui sobbalzi, di incastrare le ruote dentro alle fessure oppure di prendere i gradini "di striscio" facendo una sbandata.
Sinceramente piuttosto che rischiare di finire sotto una macchina preferisco l'asfalto al pavé. Come ben dici, è meglio avere una bici brutta ma funzionale: ebbene, questo è valido anche per il manto stradale. Se poi si riuscisse ad avere un pavé bello e praticabile sarebbe il massimo.... ma la vedo GRIGIA. Per ora io vado sul marciapiede, rispondendo per le rime a chi mi insulta piuttosto che spostare il gentil deretano 2 cm più in là.

luisa
luisa 23 novembre 2009

R: R: Pavé, va beh...

QUesto è altrettamento scorretto però...sul marciapiede con la bici non ci dovresti andare.
Te lo dice una che sul marciapiede è stata investita da una bici e si è rotta il braccio. Quindi invece di rispondere per le rime alla gente...SCENDI DAL MARCIAPIEDE::::
Pretendi una strada migliore e non di occupare quel poco di posto che è riservato ai pedoni, la categoria più bistrattata della strada!

lucia
lucia 24 novembre 2009

R: R: R: Pavé, va beh...

Sul marciapiede vado anch'io. Mi fermo, faccio passare i pedoni, chiedo scusa e proseguo. Purtroppo molti miei "colleghi" ciclisti non sono così.Ti assicuro che su molti marciapiedi si può circolare. Si chiamano "marciapiedi promiscui", hanno l'autorizzazione del Comune. C'è una mappa con i nome delle vie. Il pavè va semplicemente restaurato livellando le fughe.

Luisa
Luisa 24 novembre 2009

R: R: R: R: Pavé, va beh...

sono proprio i suoi "colleghi" che non vanno bene e che quando glielo si fa notare si inalberano e cercano pure la discussione...o come fa Maya "preferisce rispondere per le rime" anche quando ha torto.
Io sono stata investita uscendo dal mio portone dell'ufficio da una signora che "non voleva andare sul pavè". Gli effetti? Un braccio rotto perchè la signora mi è caduta addosso e una serie di lividi da fare invidia ad un giocatore di calcio. Poteva andare male a tutte e due...non lo dico solo per la mia sicurezza, ma anche per quella dei ciclisti!!!!

E Maya...i pedoni sono bistrattati...se hai mai tentato di attraversare un viale di scorrimento te ne sei sicuramente accorta

Maya
Maya 24 novembre 2009

R: R: R: R: R: Pavé, va beh...

rispondo giusto per precisare..
io mi metto in coda, e non suono MAI il campanello. Semplicemente vado a passo d'uomo e se qualcuno davanti nota che sto aspettando e si fa da parte, ringrazio e vado, se no me ne sto tranquilla dietro senza neanche chiedere di passare.
Non ho mai fatto prendere nemmeno uno spavento a un pedone, figuriamoci andare addosso o fare del male. Al contrario, pedoni che vanno in giro guardando per aria o che decidono dal nulla di attraversare la strada mi hanno fatto inchiodare più volte.
La risposta "per le rime" scatta quando pur con tutta la gentilezza del mondo mi sento urlare "PIRLA!".
Scusi tanto, ma mi girano a quel punto.

Maya
Maya 24 novembre 2009

R: R: R: Pavé, va beh...

Se posso, prendo una strada alternativa. Ma da Cadorna al Dal Verme mi faccio un pezzo sul marciapiede perché non è possibile fare altrimenti. Così come nel pezzo da Via Sforza alla rastrelliera del Policlinico. Vado a passo d'uomo e non rischio di investire nessuno. Ho provato ad andare sul pavé ma non è praticabile, punto.
E i pedoni non sono ASSOLUTAMENTE la categoria più bistrattata della strada perché hanno un posto dove stare, ovvero i marciapiedi. Noi ciclisti, a Milano, dovremmo semplicemente VOLARE, perché in strada diamo fastidio alle macchine, sui marciapiedi diamo fastidio ai pedoni.
Piuttosto che finire sotto una macchina preferisco litigare coi pedoni, sai com'è...

lucia
lucia 23 novembre 2009

el pavè se tuca no

Vado in bici, so cosa vuol dire, ma perchè "annullare" anche la Milano materiale. Quella spirituale se n'è già andata da tempo...se mettessero a posto le fughe tra una mattonella e l'altra...

n° 5
giorgio
giorgio 21 novembre 2009

pavè

Di per se non è così terribile, ma certo lo stato in cui è tenuto è inadeguato! I solchi tra le lastre a volte sono così larghi che le ruote della bici ci si infiliano troppo facilmente, con il rischio di cadere e farsi veramente male.
Poi adesso che stiamo ad incentivare il bikemi si dovrebbe farlo anche con la manutenzione stradale

n° 4
Maya
Maya 20 novembre 2009

Bikemi

sono un'affezionata ciclista Bikemi e vi dico che andare sul pavé in zona Cadorna è impossibile, si rischia davvero di cadere!
Oltretutto se vai in strada ti insultano gli automobilisti, sei vai sul marciapiede ti insultano i pedoni. CHEPPALLE! Cosa devo fare, volare?!
In più che aiutiamo a tener l'aria pulita dobbiamo sentirci dare dei pirla un paio di volte al giorno...

n° 3
gio
gio 20 novembre 2009

questine di danè

il pave di per sè va anche bene. il problema è che va mantenuto. una volta si vedevano in giro squadre di operai che sitemavano il pavè laddove ce n'era bisogno. da un po' di anni non se ne vedono più. al solito, i nostri amministratori che odiano milano hanno tagliato tutto.

n° 2
Marco
Marco 20 novembre 2009

pavè

Il pavè ha anche un valore estetico e storico, e in certe zone va mantenuto, e per fortuna. Poi, per il resto, che si tolga o che si metta a posto. Magari, se si trovasse una pavimentazione meno triste dell'asfalto, non sarebbe male…

n° 1

Primo Piano