Donna accoltellata alla gola in pieno centro: "Aggressore incapace di intendere e di volere"

Era accaduto lo scorso 12 agosto in largo la Foppa. L'uomo era subito stato fermato con l'accusa di tentato omicidio

La donna accoltellata mentre veniva soccorsa

Incapace di intendere di volere al momento dei fatti a causa di una psicosi attiva. Così viene descritto nella perizia psichiatrica il 31enne bengalese che lo scorso 12 agosto, in largo La Foppa, accoltellò alla gola una 64enne con un coccio di bottiglia, venendo subito fermato con l'accusa di tentato omicidio.

La perizia ha anche evidenziato la pericolosità che il 31enne rappresenta per la società. "Non ricordo di aver visto, né aggredito nessuna donna in strada - aveva dichiarato l'uomo durante l'interragoratorio davanti al giudice per le indagini preliminari -. Sento nella testa una marea di voci che mi fanno star male".

Per l'aggressore il magistrato chiederà presto il giudizio immediato, che potrebbe avvenire con rito abbreviato. Nel caso in cui il giudice dovesse riconoscere l'infermità mentale indicata nella perizia l'uomo verrà assolto; tuttavia nel caso risulterebbe destinatario di una misura di sicurezza in una Residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza.

L'aggressione

Il 12 agosto l'accoltellatore - 31enne del Bangladesh, regolare e senza precedenti - aveva sorpreso alle spalle la vittima e l'aveva buttata a terra. Poi aveva spaccato una bottiglia infierendo con violenza su di lei e sferrandole dei violentissimi fendenti al collo, a un polso e alla spalla. Il tutto era accaduto pochi minuti dopo mezzogiorno.

A bloccarlo era stato un 45enne romano che aveva appena terminato un appuntamento di lavoro e stava andando verso la stazione Garibaldi per prendere il treno. L'uomo aveva dato un calcio all'aggressore, che era poi stato circondato e bloccato da altri passanti prima di essere preso in carico dalla polizia. 

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Video | La donna che ha soccorso per prima la vittima

A soccorrere per primi la donna, invece, erano stati un giovane italiano, una turista polacca, un turista olandese e una 36enne russa, Ola, che da tredici anni vive a Milano. La donna aveva tamponato con la sua mano la ferita sulla gola della vittima, che aveva perso moltissimo sangue. Visitata sul posto dagli equipaggi di un'ambulanza e un'auto medica, la 64enne era poi stata accompagnata in codice rosso al Niguarda, dove era entrata immediatamente in sala operatoria.

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