Pasticceria incendiata ad Arluno: il capo è uno dei fratelli Canito di via Quarti a Milano. Video

Arrestate in tutto cinque persone. Non ancora chiaro il movente ma un video li incastra

Gli attentatori in azione

Il capo, secondo gli inquirenti, sarebbe il 46enne Lorenzo Canito, fratello del noto pregiudicato Antonio 'Caniggia' e di Massimiliano, l'uomo gambizzato il 14 gennaio 2019 in un bar di via Quinto Romano, la loro zona (via Quarti). Non è chiaro il movente, sono evidenti i danni causati dall'incendio alla pasticceria Vivian's, all'interno del centro commerciale Ara Luna di Arluno (Milano), così come i vari ruoli dell'attentato piromane.

Le indagini dopo l'incendio all'Ara Luna

Un passo indietro. Le immagini delle telecamere del circuito di sicurezza della pasticeria sono eloquenti. Due uomini col volto parzialmente travisato entrano nel locale dopo aver sfondato una porta a vetri con un grosso martello da 5 kg. In mano hanno una bottiglia di quelle di detersivo. All'interno del recipiente c'è della benzina.

Video: ecco le immagini che li incastrano

Dopo aver preso circa 90 euro dalla cassa e qualche caramella, uno dei due cosparge l'area dietro al bancone con il carburante. Poi, mentre il secondo lo aspetta all'ingresso, si china e accende la pozzanghera infiammabile. Il rogo divampa immediato e il fumo in pochi secondi avvolge tutto, anche l'obiettivo del sistema di video sorveglianza.

Era il 18 ottobre del 2017. L'incendio, oltre a distruggere la pasticceria a gestione familiare, crea danni ingenti all'interno centro commerciale: allagato dal sistema antincendio interno. Martedì mattina, al termine di un'indagine dei carabinieri della Compagnia Legnano, i responsabili sono stati arrestati.

Come riferito dal comandante Francesco Cantarella, è stato un lavoro lungo e complesso quello che ha permesso di individuare i colpevoli, anche se non è stata fatta luce sul movente dell'incendio doloso. Su questo fronte restano aperte varie ipotesi: si indaga a 360 gradi per capire, dalle ritorsioni personali o commerciali alle estorsioni, magari non denunciate.

Chi sono gli arrestati che hanno incendiato Vivian's

Nessuno degli arrestati farebbe parte di organizzazioni del crimine organizzato. Si tratta in tutto di cinque persone bloccate tra Milano, Spino d'Adda (Cremona) e Zerbolò (Pavia). Sono tutti uomini tra i 22 e 53 anni, alcuni con precedenti per furto. Altri due risultano solo indagati per la vicenda. A capo di tutti ci sarebbe dunque Lorenzo Canito.

Partendo dall'analisi delle immagini di videosorveglianza interne al locale e da altre telecamere della zona, i carabinieri hanno ricostruito le modalità e le singole responsabilità degli indagati, distinguendo i due esecutori materiali del furto e dell'incendio, del 'palo' e di chi (tra questi Canito), poche ore prima dell'incendio, era andato ad un vicino distributore di carburante per riempire di benzina il flacone poi utilizzato per appiccare le fiamme.

Il giorno prima avevano fatto il sopralluogo partecipando ad una serata in un locale all'interno del centro commerciale, indossavano per giunta gli stessi abiti. Sono stati anche identificati altri tre complici che avevano concorso nella pianificazione ed esecuzione del reato. Ora non resta che capire il motivo che ha mosso le loro menti criminali.

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