Incendi di auto a Milano, il 'piromane' di Città Studi colpisce ancora: già 11 vetture bruciate

I residenti del quartiere milanese, confinati in casa per le misure, anti coronavirus, cominciano a temere per le loro auto. Sugli episodi indagano le forze dell'ordine. La storia

L'incendio di venerdì notte

Per i residenti del quartiere milanese di Città Studi è ormai evidente: le loro auto parcheggiate lungo le strade della zona, deserte per le misure del lockdown, sono sotto tiro. Qualcuno nel cuore della notte sembra trovare conforto nell'atto di incendiare le vetture in sosta. "Un piromane solitario", dicono alcuni. "Un gruppo di vandali", sostengono altri. L'ultimo episodio è avvenuto durante la notte tra giovedì e venerdì, con tre auto interessate da un rogo. Stessa ora del precedente incendio di mercoledì notte. Stessa strada e stesso marciapiedi.

A ricostruire la vicenda a MilanoToday sono alcuni dei residenti del quartiere. Il loro racconto trova riscontro negli interventi dei vigili del fuoco, della polizia locale, dei carabinieri e della polizia di Stato, che indaga per individuare l'eventuale o gli eventuali responsabili. Stando a quanto riferito dalla questura le automobili incendiate negli ultimi giorni sono complessivamente otto. Anche se c'è un altro episodio - seguito dai carabinieri - con altre tre auto coinvolte, portando il conteggio complessivo a undici.

Gli incendi in via Sansovino: caccia al piromane

L'ultimo 'falò' del presunto piromane è stato acceso poco dopo le 2 in via Sansovino, all'altezza del civico 28. Il posto, come un indizio che potrebbe essere fatale per le sorti del responsabile, corrisponde esattamente a quello dell'incendio di due giorni prima. Ad essere coinvolte sono tre auto, anche se le fiamme hanno lambito anche la finestra di un'abitazione. Quando arrivano gli agenti della volante Città Studi ci sono già i vigili del fuoco di Benedetto Marcello e una pattuglia della locale.

Alcuni residenti hanno segnalato la presenza di varie persone in fuga. Un altro residente ha invece raccontato ai poliziotti di aver notato un uomo e una donna sospetti. Un'altra persona dice di aver sentito un piccolo boato prima di vedere il fuoco. Chiuso l'incendio, insomma, si aprono gli interrogativi ma stando agli elementi trovati sul posto non si può escludere niente.

L'indizio principale resta quello dei precedenti roghi. Troppi per essere una semplice e accidentale coincidenza. La notte tra martedì e mercoledì sullo stesso quadrante di via Sansovino, e sempre poco dopo le 2, ad essere devastate dalle fiamme sono state due autovetture parcheggiate in fila. Le due scene sono fotocopia una dall'altra, con volante del Commissariato, vigili del fuoco e polizia locale in azione. Anche gli elementi raccolti non conducono direttamente a qualcuno.

Incendi di auto in via Mancinelli e via Noe

Il 25 marzo in via Luigi Mancinelli sono tre le auto distrutte da un incendio. Le fiamme, che scoppiano quasi ad angolo con via Ruggero Leoncavallo, vengono spente dai pompieri davanti agli occhi degli agenti delle volanti di Lambrate. L'orario è diverso perché tutto avviene alle 19.40. I vigili del fuoco non escludono neanche in questo caso che possa trattarsi di un incendio di origine dolosa.

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Un quarto episodio, questo seguito dai carabinieri, risale alla notte del 4 aprile. In via Enrico Noe, a pochissimi metri di distanza da via Sansovino, davanti al supermercato. Il calore delle fiamme anche in quell'episodio ha distrutto in parte tre macchine lasciate lì in sosta dai proprietari. Gli stessi che oggi si appellano alle forze dell'ordine affinché si dia un nome, e rapidamente, alla mano incendiaria che non fa più fare sonni tranquilli ai milanesi di Città Studi.

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