Incendio, cala la diossina: si possono tenere aperte le finestre

E in Municipio 8 si discuterà di come prevenire situazioni simili

Il rogo di via Chiasserini (Foto Marco Granelli)

Sono scese a 1.48 picogrammi per metrocubo/teq le concentrazioni di diossine e furani rilevate dall'analisi del terzo filtro del campionatore ad alto volume, posizionato nella caserma dei carabinieri adiacente all'area dell'incendio di Via Chiasserini, a Milano, in zona Bovisasca, dove il 14 ottobre è scoppiato il rogo nel capannone di proprietà di Ipb, spento completamente venerdì 19 ottobre.

Ancora più basse, con valori di 0.67 picogrammi per metrocubo/teq - rende noto l'Arpa - le concentrazioni relative al primo filtro dell'ulteriore campionatore installato il 17 ottobre all'interno del cortile della scuola di via De Castelli. Le attività di monitoraggio dell'Agenzia proseguiranno precauzionalmente almeno fino al mattino di lunedì 22 ottobre.

Intanto il Comune di Milano, in accordo con Ats, venerdì sera ha stabilito che, da sabato 20, è di nuovo possibile aprire le finestre, sostare e svolgere attività all'aperto senza alcun disagio anche nelle aree vicine al capannone andato in fiamme. Resta comunque valido il consiglio di lavare accuratamente frutta e verdura coltivate all'aperto.

Le indagini

Video: la polizia fa un sopralluogo in via Chiasserini

La polizia intanto, con la scientifica e la mobile, ha potuto accedere all'area del capannone per un primo sopralluogo venerdì 19 ottobre. Le indagini sono due: una, il cui titolare è il pm Donata Costa, della procura, l'altra, diretta dal procuratore aggiunto Alessandra Dolci, della direzione distrettuale antimafia, competente per il reato di traffico illecito di rifiuti

Primo obiettivo è capire se vi sia un legame con l'incendio ad un altro deposito di rifiuti, scoppiato qualche ora dopo a Novate Milanese, e con i roghi simili che hanno colpito soprattutto la provincia di Pavia. In questo stesso periodo sono stati arrestati sei uomini per l'incendio del 3 gennaio 2018 a Corteolona, dopo che gli investigatori pavesi hanno scoperto il conferimento illecito di rifiuti in un capannone preso in affitti apposta.

Le contromisure

Mentre in consiglio comunale la commissione ambiente (presieduta dal dem Carlo Monguzzi) suggerisce che si trattino, d'ora in poi, i siti di stoccaggio rifiuti come siti particolarmente sensibili, quindi con frequenti controlli delle forze dell'ordine, il Municipio 8 con l'assessore locale al verde Enrico Fedrighini (esponente dei Verdi) ha organizzato, per lunedì 22 ottobre, una commissione speciale dedicata al tema dei rifiuti alle 18 in via Quarenghi 21. 

L'obiettivo è ragionare su quanto accaduto ed elaborare strategie più efficaci. Fedrighini tiene a specificare che, per via Chiasserini, la collaborazione tempestiva tra le istituzioni e gli enti ha funzionato bene: "Le norme - dichiara - ci sono, chiare, e sono state rispettate e attivate". Piuttosto manca un'analisi preventiva del rischio legata a queste attività. Per iniziare, il Municipio 8 è intenzionato a mappare tutti i siti di stoccaggio rifiuti nel suo territorio.

Se si analizzano le situazioni più recenti, appare comunque fondamentale il ruolo dei singoli cittadini. Le indagini sul sito di Corteolona, per esempio, si erano sviluppate fin da prima dell'incendio grazie ad un cittadino che si era accorto di un via vai sospetto di un camion. Stessa situazione a Cornaredo nel mese di ottobre del 2018 (senza incendi, per fortuna). E in via Chiasserini il proprietario (Ipb) aveva segnalato un via vai di camion quando non aveva più il controllo del capannone dopo avere ceduto il ramo d'azienda alla quasi omonima, ma non collegata, Ipb Italia.

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