Incendio di via Chiasserini, i pompieri: "Contiamo di chiudere entro il pomeriggio"

Al quinto giorno di lavori i vigili del fuoco stanno per terminare l'intervento

Deposito via Chiasserini (foto Marco Granelli, Facebook)

"Rimangono due o tre focolai con delle minime colonne di fumo", ma "contiamo di chiudere l'intervento entro il pomeriggio". Queste le parole dei vigili del fuoco impegnati dalla notte di domenica 14 ottobre nello spegnimento del gigantesco incendio al deposito di rifiuti Ipb di via Chiasserini. Le operazioni sul posto, dunque, giungono finalmente nella fase finale. 

Secondo quanto riferito dal Comando provinciale, l'incendio è "praticamente spento". Nella serata del 18 ottobre, inoltre, sono state ultimate le operazioni di demolizione del capannone dove erano stoccati i rifiuti incendiari. Lo riferisce l'assessore a mobilità e ambiente, Marco Granelli, sottolineando l'eccezzionalità dell'intervento: "Di solito prima si spegne incendio poi si demolisce. Questa volta, per accelerare lo spegnimento della grande quantità di rifiuti si è deciso di intervenire con la demolizione, per riuscire a spostare i rifiuti e accelerare lo spegnimento".

Nel corso della giornata del 19 ottobre, aggiunge Granelli, proseguiranno le operazioni di smassamento dei rifiuti, "fino al completo spegnimento che dovrebbe avvenire oggi pomeriggio/sera". Per quanto riguarda le analisi dell'aria, l'assessore riporta i risultati di Arpa (Agenzia per la prevenzione e protezione dell'ambiente) Lombardia, i quali "hanno escluso a presenza di sostanze tossiche sopra i limiti", evidenziando soltanto livelli di diossina lievemente superiori alla norma. Questo dato, però, non sarebbe allarmante considerando che l'esposizione alla sostanza in questo caso è molto circoscritta nel tempo: per provocare danni la diossina deve agire per un periodo molto più lungo. Rassicurante anche la conferma da parte dei Pronto Soccorso di nessun caso "correlato all'episodio dell'incendio", come scrive Granelli.

Per i cittadini continuano a essere valide, fino alla sera del 19 ottobre, le precauzioni già annunciate: tenere le finestre chiuse, limitare le attività all'esterno, lavare accuratamente le verdure e la frutta raccolte nelle aree interessate dai fumi.

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Commenti (4)

  • 16000 metri cubi non sono 4 balle di plastica, inoltre l'incendio è stato appiccato in più punti, però caro il mio fenomeno da tastiera potevi andare tu a dare le indicazioni su come spegnerlo. Oscar Wilde diceva: è meglio tacere e fare la figura degli stupidi che parlare e togliere ogni dubbio. Che occasione hai perso per stare zitto.

  • Verso le 12:28 di sabato 10 luglio 1976, nello stabilimento della società ICMESA, il sistema di controllo di un reattore chimico andò in avaria. La TCDD fuoriuscì nell'aria in quantità non definita e venne trasportata dal vento verso sud-est. Si formò quindi una nube tossica, che colpì i comuni di Meda, Seveso, Cesano Maderno, Limbiate e Desio. Le prime avvisaglie furono un odore acre e infiammazioni agli occhi. Solo dopo sette giorni la notizia apparve sui giornali. Non vi furono morti, ma 676 sfollati tra il 26 luglio e il 2 agosto. Il resto della storia lo conosciamo... restate un banda di CIARLATANI (Granelli e l'Arpa in testa).

  • Ma nemmeno se eruttava il Vesuvio ci mettevano 5 giorni pieni a spegnere l'incendio ma cos'è, un fuoco eterno? Per quattro balle di plastica??

    • Avatar anonimo di Marki Tanki
      Marki Tanki

      è arrivato il professorone ...

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