Fiamme nel Centro accoglienza per migranti, diversi feriti e intossicati

Nel primo pomeriggio. Sul posto polizia e vigili del fuoco

L'incendio

Nel pomeriggio di domenica 4 agosto, nel Centro di accoglienza straordinaria (Cas) di via Aquila a Milano, alcuni stranieri sono stati trasportati in ospedale per una intossicazione, causata da un incendio. Pare che dai primi accertamenti l'innesco sia stato provocato da un cortocircuito ed è andato a fuoco un materasso creando un denso fumo: le fiamme si sono poi estese alle suppellettili e a un armadietto. Indaga la polizia giunta in loco con diverse volanti. 

Sul posto, inviate da Areu, sono accorse una decina di ambulanze e un'automedica. Sono 16 le persone rimaste intossicate, dai 19 ai 60 anni. Nessuno è in pericolo di vita, anche se inizialmente le loro condizioni apparivano serie.

Alcuni intossicati, per precauzione, sono stati portati al Niguarda e in Città Studi in codice verde; due di loro sono stati soccorsi in codice giallo. Uno tra essi, infatti, era rimasto bloccato nella stanza respirando i fumi tossici. 

Il rogo è scoppiato intorno alle 14. Sul posto sono intervenuti tre mezzi dei vigili del fuoco che hanno spento le fiamme. Successivamente è nata anche una rivolta all'interno della struttura.

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De Corato: "Chi controlla questi centri?"

A tal proposito, è intervenuto l’Assessore alla Sicurezza di Regione Lombardia, ed ex Vice Sindaco di Milano, Riccardo De Corato, il quale ha dichiarato: «L’incendio di questo pomeriggio, nel Centro di accoglienza gestito dal Comune di Milano in zona Ortica, è l’ennesima dimostrazione di quanto ho detto più volte. Questi centri di accoglienza, dove succede di tutto e di più, da chi vengono monitorati? In particolare, chi va a controllare centinaia di immigrati che vivono in questi luoghi? Chi si occupa di verificare chi entra, chi esce, chi dorme dentro o chi delinque? Cosa altro deve succedere perché qualcuno, in Comune, intervenga nell’interesse di tutti i cittadini milanesi?».

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