Brusche frenate nella metro di Milano: aperta un'inchiesta in procura per lesioni colpose

Gli inquirenti stanno indagando per accertare eventuali responsabilità

Sanitari soccorrono passeggeri a Cadorna (foto Alan Polimeni)

La procura di Milano ha aperto un'inchiesta sulle frenate anomale della metropolitana. L'ipotesi di reato su cui stanno lavorando gli investigatori è lesioni colpose e sotto la lente di ingrandimento ci sono i due episodi più gravi: quella del 4 marzo, avvenuta nei pressi della fermata di Loreto che ha causato il ferimento di cinque persone e quella  con nove feriti di sabato 9 marzo, avvenuta vicino a Cadorna. I fascicoli aperti sono due e sul caso tanno lavorando i pm Maura Ripamonti e Mauro Clerici, appartenenti al dipartimento Tutela della salute, dell'ambiente e del lavoro, coordinati dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano.

L'inchiesta mira a far luce sulle cause che hanno portato alle frenate improvvise e capire se tutto ha funzionato correttamente. Non solo: gli inquirenti vogliono capire se ci sono delle responsabilità individuabili tra il personale dell'Azienda Trasporti Milanesi. 

La posizione di Atm sulle frenate in metropolitana

Secondo quanto ribadito da Atm durante la conferenza stampa di domenica 10 marzo non c'è stato nessun errore umano. 

"Il sistema ha reagito in modo corretto a un potenziale rischio rilevato dal sistema di sensori che monitorano a 360 gradi l'ambiente in cui si muove la metropolitana. In alcune circostanze la modalità corretta per prevenire un rischio è la brusca frenata", aveva spiegato il direttore generale Arrigo Giana.

Nel caso di sabato 9 marzo, in realtà, il rischio era solo potenziale, non sussisteva realmente. Un "falso positivo". Atm aveva spiegato che ne accadono diversi: dall'inizio del 2017, in quasi un anno e mezzo, circa 50 casi di cui un 70% (a spanne) come questo, ovvero senza che il rischio sia reale. Ma solo potenziale. Il sistema interviene perché non può sapere effettivamente se ci si trovi di fronte a un pericolo imminente, ma ha avuto un segnale che il pericolo potrebbe esserci.

Non c'è nessuna soluzione, per il momento 

In Atm stanno comunque cercando di capire come affrontare il problema, anche se nell'immediato non ci sarebbero soluzioni all'orizzonte: i sistemi sono stati approvati dal ministero dei trasporti e per essere modificati necessitano di una lunga serie di validazioni.

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