Schianto in viale Bezzi, l'avvocato dell'autista Atm: «Passato col rosso per un mancamento»

Proseguono gli accertamenti della locale per capire la velocità dei mezzi e se l'autista di Atm fosse al cellulare

Ad essere indagati per omicidio stradale, per l'incidente tra un filobus e un camioncino Amsa che ha provocato la morte della baby sitter filippina Shirley Ortega, sono in due: l'autista di Atm del filobus 90, un 28enne in azienda da maggio 2019, e quello del mezzo Amsa; ma gli accertamenti, condotti dal radiomobile della polizia locale (l'indagine è coordinata dal pm Rosaria Stagnaro), si concentrano soprattutto sul primo. Una, fondamentale, l'evidenza raccolta finora: l'autista del filobus ha "bruciato" il semaforo rosso tra viale Bezzi e via Marostica.

Rispetto al video che è circolato praticamente ovunque, e che riprende il filobus frontalmente, sarebbe stato determinante un altro filmato, della telecamera fissa di una residenza per anziani, in cui il filobus è di spalle e si capisce, senz'ombra di dubbio, che il semaforo fosse rosso. Ora c'è da capire la ragione per cui il 28enne abbia "bruciato" il semaforo.

L'incidente -2-2-4

La prima versione circolata nell'immediatezza, diffusa da "voci di corridoio", parlava dell'autista distratto nel firmare la cedola d'inizio servizio, un documento che in teoria gli autisti dovrebbero firmare non appena salgono sul filobus su cui prendono servizio (e lui, questo, l'aveva fatto pochi minuti prima). Si tratta, lo ripetiamo, di una voce che, al momento, viene smentita seccamente dall'avvocato Stefano Leotta, che assiste il conducente, e che ha riferito che il giovane non stava invece firmando o scrivendo alcunché, ma avrebbe avuto un mancamento, un malore.

Gli investigatori acquisiranno probabilmente la cedola ma soprattutto cercheranno di capire, invece, se il 28enne fosse al cellulare (al telefono o su una chat) mentre attraversava l'incrocio. L'apparecchio è stato ufficialmente sequestrato. Un altro punto chiave sarà accertare la velocità a cui viaggiavano il filobus e il camioncino dell'Amsa. Sulle prime sembrava che entrambi i mezzi andassero a oltre 50 km/h (il massimo consentito nei centri urbani), tuttavia i mezzi di Atm hanno un sistema di limitazione della velocità proprio per evitare che si superi il limite. 

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I due conducenti verranno ascoltati nei prossimi giorni, non prima di completare questi e altri accertamenti, come l'esito degli esami tossicologici su entrambi e dell'autopsia sulla vittima. I testimoni saranno invece ascoltati prima. 

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