Mauro Inzoli, ex prete accusato di pedofilia: condanna ridotta in appello

L'ex sacerdote cremasco era un esponente di spicco di Comunione e Liberazione in Lombardia

Mauro Inzoli (foto Ansa)

Ridotta la pena a Mauro Inzoli, non più sacerdote da maggio 2017, accusato di abusi sessuali su cinque minorenni. L'uomo è stato condannato a quattro anni, sette mesi e dieci giorni di reclusione dalla corte d'appello di Brescia, due mesi in meno rispetto alla condanna del gup di Cremona in primo grado.

"Don Mercedes", come era chiamato per la sua passione per le auto di lusso, è originario di Crema ed era esponente di spicco di Comunione e Liberazione in Lombardia. Gli abusi sono stati commessi tra il 2004 e il 2008 a cinque ragazzi dai 12 ai 16 anni. All'epoca dei fatti, Inzoli era rettore del Liceo linguistico Shakespeare e parroco della Santissima Trinità a Crema. 

Secondo le motivazioni della sentenza di primo grado, il sacerdote avrebbe abusato del suo ruolo e in alcuni casi avrebbe "ammantato" le proprie condotte con un significato religioso, facendo riferimento ad alcuni passi del Vecchio Testamento.

Per coincidenza, la sentenza d'appello è stata pronunciata nello stesso giorno in cui Papa Francesco, nel discorso alla Pontificia Commissione per la tutela dei minori, ha promesso che non concederà la grazia ai preti colpevoli di pedofilia. 

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