Omicidio a Milano, donna sgozzata al parco all'alba: forse uccisa solo per una catenina

Le indagini si stanno concentrando sulle immagini delle telecamere presenti nel quartiere

I rilievi della Scientifica (foto C. R. Guarino)

Proseguono a ritmo serrato le indagini sull'omicidio di Marilena Negri, sgozzata mentre stava portando a passeggio la propria cagnolina beagle al Parco di Villa Litta, nel quartiere di Affori. Si cerca il killer che impugnava l'arma che ha ucciso la donna attorno alle 7 di giovedì, forse durante una rapina.

A rafforzare quest'ipotesi è il fatto che la borsetta della donna fosse praticamente vuota - chiavi di casa e fazzoletti a parte - anche se non è chiaro se con sé la donna avesse del denaro o alcun altro bene di valore visto che, per esempio, aveva lasciato anche il cellulare a casa. All'appello, però, mancherebbe una catenina che la vittima portava sempre al collo e che finora non è stata trovata dagli investigatori.

Quella di Marilena doveva essere una passeggiata veloce: da via Michele Novaro 8, dove viveva in un appartamento affianco a quello della figlia, al parco, nemmeno 200 metri. Un percorso realizzato centinaia di volte. Una routine condivisa con tutti gli altri proprietari di cani, che la conoscevano e l'hanno incrociata più volte.

Come l'uomo che alle 7.07 ha telefonato i soccorritori del 118 dopo aver trovato Marilena agonizzante a terra. Era appena stata colpita con una coltellata "penetrante", come rivelano anche i primi dati emersi dall'autopsia realizzata nella mattinata di venerdì ma i cui risultati completi saranno resi noti solo in seguito.

La donna è stata ferita da un colpo solo al lato sinistro del collo. Anche l'autopsia non ha evidenziato atri segni di lesioni, confermando di fatto le prime parole del capo della Squadra Mobile di Milano, Lorenzo Bucossi, che aveva spiegato che non c'erano segni di lotta. Anche per questo sotto le unghie della donna, che comunque indossava i guanti, non ci sono tracce di Dna di nessuno, un particolare che avrebbe comunque aiutato lo sviluppo delle indagini. Fatale per lei, stando ai primi risultati dell'autopsia, è stata una lesione alla carotide. 

Per ora gli investigatori stanno riguardando in tempo reale - un lavoro dispendioso ma indispensabile - i filmati delle telecamere presenti nel parco e nella zona. L'indagine, coordinata dal pm Donata Costa, prosegue senza sosta nella speranza di dare il prima possibile un nome e un volto all'assassino della signora Negri.

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