Donna sgozzata mentre porta a spasso il cane: ecco il volto del presunto killer

La questura: "Chiunque lo riconosca può contattare le forze dell'ordine"

L'immagine del presunto killer

Ha un volto ma non ancora un nome l'uomo che all'alba del 23 novembre sgozzò al parco di Villa Litta ad Affori Marilena Negri, pensionata di 67 anni. Un viso ma non un'identità: gli inquirenti, d'accordo con la procura, per risolvere il caso chiedono l'aiuto dei cittadini. Chiunque riconosca l'uomo, chiosano da via Fatebenefratelli, deve contattare le forze dell'ordine a questo numero 349 4566310. Non è la prima volta che accade: lo stesso modus operandi era stato utilizzato a ottobre 2017 per associare un nome alla figura di un uomo sospettato di essere l'autore di una violenza sessuale contro una bambina di sei anni, poi arrestato.

Omicidio al parco, il video del killer in azione

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Il presunto assassino sarebbe di carnagione chiara e il giorno dell'omicidio indossava un giubbotto blu e verde con un cappuccio, come reso noto dalla squadra mobile di Milano. È entrato nel parco dall'ingresso di via Cialdini con un passo "ciondolante" e dopo il gesto violento ha simulato di fare stretching alle braccia, forse per fingere di essere un atleta, probabilmente dopo aver notato le telecamere. Sarebbe scappato portando con sé la collanina d'oro che Marilena portava al collo, un prezioso con una medaglietta su cui era impressa l'immagine del marito, morto una decina di anni prima in un incidente stradale.

La medaglietta rubata

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L'omicidio

L'omicidio sarebbe avvenuto al culmine di una rapina. Il malvivente avrebbe premuto la lama di un coltello sul collo della vittima, poi le avrebbe afferrato la collanina. La ferita mortale sarebbe avvenuta proprio in questi attimi: un gesto maldestro (o forse la 67enne avrebbe tentato di sottrarsi) e la lama, di punta, ha reciso la carotide.

L'allarme era scattato alle 7.07, quando un uomo - un italiano - aveva visto il corpo della vittima a terra. Marilena era ancora viva, ma dopo circa quaranta minuti di tentativi di rianimazione i medici del 118 non avevano potuto far altro che constatarne il decesso.

Gli investigatori si erano concentrati subito sulle immagini riprese dalle telecamere a circuito chiuso. Proprio sul luogo dove è stata uccisa Marilena pareva puntare una telecamera di proprietà del Comune. Telecamera che però al momento dell'omicidio avrebbe "guardato" tutt'altro: tetti e giardinetti, non il vialetto.

L'immagine dell'aggressore, tuttavia, sarebbe stata registrata da altri impianti di videosorveglianza della zona. Il killer, secondo quanto si vede dal video, sarebbe un uomo di carnagione chiara, indossava un giubbotto con il cappuccio. Avrebbe dei punti di contatto con la descrizione fornita da una neomamma rapinata con un coltello tra via Enrico Fermi e via Vincenzo da Seregno il 15 novembre. E avrebbe gli stessi lineamenti del balordo che ha rapinato e violentato una ragazza all'uscita dell'ospedale Niguarda.
 

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