Sant'Ambrogio, tra tre anni una nuova piazza e parcheggi

L'assessore Bruno Simini ha promesso che, in tre anni, verranno smantellati i cantieri nella piazza antistante la Basilica e al loro posti ci sarà un'area più vivibile e tanti posti auto in più

Nuova aria al volto di Sant'Ambrogio. In tre anni si chiuderanno definitivamente i cantieri che da tempo invadono l'area della piazza; al loro posto uno spazio in cui ordine e bellezza la faranno da padroni. Sono queste le recenti promesse di Bruno Simini, assessore ai Lavori pubblici e Infrastrutture del comune di Milano.

Seconda d'importanza solo a quella della madonnina dorata, la basilica è stata, infatti, recentemente oggetto delle discussioni della Giunta Comunale che si propone, ora, di riqualificarne la piazza antistante. Non più macchine e moto parcheggiate, quasi accatastate, davanti al sagrato, ma uno spazio verde e pedonale tutto riservato ai meneghini, capace di rendere più vivibile un luogo ricco di storia e sacralità.

E il progetto non dimentica neppure l'annoso problema dei posti auto, da sempre tanto agognati in una città in cui troppo spesso vige il parcheggio selvaggio. I lavori prevedono infatti la creazione di un garage di cinque piani interrati. Al termine dell'opera si conteranno così 581 nuovi posteggi, 347 dei quali riservati ai residenti e 234 ad uso pubblico; gli amanti delle due ruote potranno, inoltre, fare affidamento su 70 posti moto.
Dietro le sollecitazioni del Sindaco Letizia Moratti, l'assessorato alle infrastrutture sembra aver, dunque, compiuto il proprio dovere. La speranza ora è che a lavori conclusi i pedoni non debbano più districarsi tra automobili in sosta e motorini fermi sui marciapiedi.

 

La piazza dopo i lavori

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Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Carlo Bovi
    Carlo Bovi

    Continua la criminalizzazione dell'automobilista: le auto sono il male assoluto e gli spazi liberi sono il bene assoluto. A nessuno viene in mente che anche la mobilità individuale è un diritto? Che la qualità della vita è rapportata ai ritmi collettivi, e che nel 2012 non sempre si può rinunciare all'auto? Che la rinuncia all'auto può rappresentare un'ulteriore discriminazione per chi non si può permettere il taxi ogni volta che si deve muovere? Che anche la socialità ne soffre quando non ci si può spostare in autonomia? Ma è chiaro che non si può obiettare nulla al vento pseudoecologista: se difendi il diritto all'auto (e quindi al parcheggio!), sei un egoista che non ha rispetto per l'ambiente! E non c'è replica...

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