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Farmacista avvelenato all'aperitivo: è in coma irreversibile

L'uomo, Luigi Fontana, aveva un credito di 200mila euro con un autotrasportatore: quest'ultimo gli versa del cianuro nel crodino: "Non ce la facevo a pagare il debito". Arrestato

La farmacia dove lavorava Luigi Fontana, in coma irreversibile

Un ultimo aperitivo. Un crodino dal sapore amarissimo. Fatale. Con una boccetta di cianuro. 

E' finito così, in coma giudicato dai medici dell'ospedale Città Studi "irreversibile", Luigi Fontana, stimato farmacista 64enne con la propria farmacia - la "Barocco" - in viale Forze Armate. Inizialmente, quando era stato trasportato in ospedale, si pensava a un tragico malore. Ma poi la verità, con le indagini della polizia, è iniziata lentamente a venire a galla. 

L'uomo aveva deglutito una boccetta di cianuro. A metterla nell'aperitivo, che gli aveva offerto "gentilmente" in un bar a pochi passi dalla farmacia, sarebbe stato Gianfranco Bona, titolare di una piccola azienda di autotrasporti. L'uomo avrebbe confessato. Tra i due c'era un debito non saldato di circa 200mila euro (con gli interessi).

Bona, infatti, si occupa, tra le altre cose, di trasporto di farmaci. Complice la crisi, e le difficoltà di accesso al credito, aveva chiesto un prestito all'amico farmacista. Soldi che, con gli interessi, sono lievitati, e che l'autotrasportatore non sarebbe mai stato in grado di pagare. Così la decisione drastica: eliminare per sempre il proprio creditore, avvelenandolo ma facendo credere che sia stato un malore.

Fontana, in condizioni disperate, ha moglie e due figlie grandi.  

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Commenti (1)

  • lo so... lo so... grazie per l'alert

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